Terravision rilancia: vogliamo il Pisa

«Pisa è al centro del nostro nuovo progetto turistico. E in questo contesto il nostro sogno nel cassetto è rilevare l’Ac Pisa 1909, ma a certe condizioni». Non si nasconde Fabio Petroni, fondatore e amministratore di Terravision, società anglo-italiana (sede al Londra) leader nei trasferimenti aeroportuali, un brand visibile quotidianamente sulla Fi-Pi-Li dove i suoi pullman collegano gli scali di Pisa e Firenze.

L’iniziativa turistica si chiama Thaz Italia (tutti i dettagli su www.thazitalia.com ) e ne parliamo a parte. In questa intervista Petroni ci spiega perché Pisa è il fulcro degli interessi della sua società. E perché ha intenzione di riprovare a prendere il Pisa dopo il tentativo di due anni fa, quando la società
era ancora nelle mani sia di Camilli che di Battini.

Petroni, ci spieghi meglio il suo interesse per Pisa…
«Due i motivi principali. Il primo è perché sono un amante della pisanità. Il secondo è perché sono undici anni che lavoriamo all’aeroporto Galilei. Nel progetto Thaz, in particolare, l’hinterland pisano ha tutti i requisiti giusti: la poca distanza da importanti città d’arte e dal mare. Pisa sarà un punto di riferimento nei distretti che abbiamo intenzione di creare in Italia: in Toscana oltre a Pisa, in asse con Firenze, c’è il Mugello».

L’attività principale di Terravision è quella della navetta aeroportuale Pisa-Firenze: comes ta andando?
«Siamo soddisfatti. A Pisa l’aeroporto, gestito dalla geniale e infaticabile Gina Giani, sta andando bene. Vediamo che ci sono sforzi di razionalizzazione interessanti in Toscana. Riteniamo che questa regione, nelle difficoltà italiane, abbia tutte le carte in regola per tirarsi sù».

Quando parla di razionalizzazione si riferisce alla possibile holding tra gli scali Galilei e Peretola, prospettiva che tocca anche i vostri interessi: che ne pensa?
«Penso che la diversificazione, puntando su target differenti, sia la strada vincente. Non deve essere sottovalutata la concorrenza di Bologna».

Ma al calcio pisano siete ancora interessati?
«Lo ammetto: Pisa è ancora il sogno nel cassetto. Pisa merita la serie A, nemmeno la serie B. Noi siamo disponibili all’acquisto, ma alle nostre condizioni: avere il 51%, poi sui ruoli possiamo accordarci su tutto. Anzi, avremmo bisogno di uno come Carlo Battini che conosce tutto e tutti».

Obiettivi?
«Bisogna essere ambiziosi, certo facendo le cose come si deve. L’Udinese può essere un esempio. Mi espongo: siamo pronti. Se Battini ci dice okay facciamo valutare la società e il presidente resta dentro. Se siamo bravi, i soldi che ha investito li riprende con gli interessi».

C’è chi potrebbe dire: è un modo di farsi pubblicità…
«Noi non ne abbiamo bisogno, noi andiamo sul web. Il nostro è un interesse vero, l’unica squadra al mondo che compreremmo è il Pisa».

Addirittura…
«È molto semplice: Pisa è una delle città turistiche più conosciute del mondo, ma ha una squadra che sta in basso. Vediamo una upside, come dicono gli inglesi, molto importante da realizzare sul Pisa. Ci permetterebbe di entrare in un circuito in cui ci sono le prime Università d’Europa, con un aeroporto che funziona, in un contesto amministrativo interessante. E in più mettiamoci la passione».
Articolo di Francesco Loi de “Il Tirreno”

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