Pisa Gavorrano 0-0 – Ancora fischi all’Arèna

Termina ancora una volta tra i fischi impietosi dell’Arèna Garibaldi la gara tra il Pisa e il Gavorrano di Mister Favarin. Magra consolazione la fila di risultati utili consecutivi che si allunga a otto giornate dopo una prestazione deludente come quella cui abbiamo assistito questo pomeriggio. La gara contro il Gavorrano, con tutto il rispetto per la squadra grossetana guidata da un allenatore caro ai pisani, doveva essere una fornalità dato il divario tecnico tra le due formazioni. Il Gavorrano giungeva a Pisa dopo sette sconfitte in sette gare e con un bottino di ben diciassette reti subite.

Dopo il pareggio acciuffato a Lucca domenica scorsa e l’impressione che i nerazzurri si fossero accontentati, la gara di questo pomeriggio doveva servire a incrementare i punti in una classifica dove le prime vincono e allungano senza perdere tempo. Ma ciò non è avvenuto e il Pisa, pur in superiorità numerica nell’ultima mezz’ora, non è riuscito ad avere la meglio su un avversario che si è difeso ordinatamente, correndo molto e ribattendo colpo su colpo gli attacchi sferrati dal Pisa negli ultimi minuti di gioco.

Gautieri schiera il suo 4.3.3 con Petkovic in porta, Birindelli e Filippini esterni di difesa, Lisuzzo e Carillo centrali. A riposo Ingrosso infortunato. A centrocampo Maltese affianca Gugher e De Vitis mentre in attacco in panchina Eusepi con Negro centrale coadiuvato da Giannone e Masucci. Il turno considerato non proibitivo permette al tecnico nerazzurro di lasciare a riposo Mannini che parte dalla panchina.
Lisuzzo oggi con la fascia da capitano, festeggia il raggiungimento e il superamento delle 100 gare in nerazzurro con una targa commemorativa consegnatagli prima della gara. Applausi di tutto lo stadio e un bello striscione a lui dedicato dalla Curva Nord.
Sulla sponda avversaria Favarin schiera un 3.5.2 molto coperto in cui gli esterni ripiegano in copertura ogniqualvolta il Pisa attacca, trasformandosi in un 5.3.2. molto prudente.

Pomeriggio assolato e Arèna gremita come al solito con le sue oltre seimila presenze. Nessuna rappresentanza ospite in curva sud.
Le premesse per un divertente pomeriggio di calcio ci sono tutte ma bastano pochi minuti per accorgersi che oggi la squadra non è pervenuta. Dopo otto minuti infatti è il Gavorrano con Malotti a impegnare severamente Petkovic con un tiro velenoso che l’estremo difensore nerazzurro devia in calcio d’angolo. E’ l’unico brivido provato dal pubblico di casa nella prima frazione che termina fra i fischi del pubblico deluso.

La ripresa non offre di meglio e dopo più di mezz’ora di assoluta noia ci pensa Lisuzzo a calciare in porta al 35′ sfiorando il vantaggio sotto la nord. Ma è attento il portiere Salvalaggio che compie un’ottima quanto efficace parata. Un minuto più tardi è Mannini, subentrato a Birindelli, a impegnare ancora il numero uno ospite. Il suo tiro è insidioso ma ancora una volta Salvalaggio è pronto alla deviazione in tuffo.
Malgrado i quattro cambi compiuti da Gautieri, malgrado la superiorità numerica nell’ultima mezz’ora per l’espulsione del doppio ammonito Vitiello, malgrado un timido forcing finale, il Pisa non riesce a pungere l’avversario che dopo cinque minuti di recupero conquista il suo primo punto stagionale.

Impietosi quanto inevitabili i fischi del pubblico di casa che, seppur misti all’incitamento di una parte di tifoseria tra gradinata e curva nord, bene rendono l’idea della delusione diffusa sugli spalti. Delusione che rispecchia anche lo stato d’animo della squadra che, come affermato da Gautieri in sala stampa, ha sbagliato l’approccio iniziale per una gara che andava portata a casa. Dello stesso parere il capitano di giornata Lisuzzo che, pur estendendo a tutto l’organico la responsabilità di questa opaca prestazione, sottolinea la scarsa vena del reparto offensivo.

E’ evidente il problema che ha il Pisa in attacco, così come nella zona destra della difesa, ma faccio fatica oggi a trovare chi si sia elevato da una prova insufficiente, eccetto forse i due veterani Lisuzzo, sempre attento in difesa e vicino alla segnatura, e il subentrato Mannini che, pur impiegato in difesa, ha attaccato la fascia nella fase finale della gara, oltre ad avere impegnato il portiere.

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Foto EoraParloIo.it

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