Pagliari: “88 giorni straordinari”

Su due cose non ci sono dubbi. Punto primo, «nonostante l’amarezza, nessuno può toglierci lo straordinario cammino che abbiamo fatto in questi ultimi 88 giorni che per me sono stati bellissimi non solo sotto il profilo professionale, ma anche dal punto di vista umano». E poi il futuro: «Ne parleremo a tempo debito, perché ora c’è soprattutto da smaltire un po’ di delusione, ma il presidente sa che a Pisa sto benissimo e, dunque, se l’intenzione fosse davvero quella di continuare con il sottoscritto, da parte mia troverebbe un’ampia disponibilità».

C’è solo un sottile velo di tristezza nello sguardo di Pagliari al termine della finale di ritorno di Latina, l’unica sconfitta della sua gestione (per il resto contrassegnata da sette vittorie e due pari in dieci partite) nella partita più importante. Che se ne va quando ripensa al settore ospiti traboccante di tifosi nerazzurri e a quelle parole e gesti subito dopo la fine dei supplementari: «Ancora una volta sono stati straordinari, nono solo prima e durante la partita ma soprattutto in quell’abbraccio finale: nonostante la delusione, hanno capito che ce l’hanno riconosciuto come si fa fra gente intelligente».

L’analisi della partita, invece, ruota tutta attorno all’episodio capitato al 9’ del primo tempo, quando Sepe ha steso Kola e l’arbitro Minelli di Varese prima ha indicato il dischetto e poi sventolato il cartellino rosso sotto il naso dell’estremo difensore nerazzurro, costringendo Colombini ad indossare i guantoni e improvvisarsi portiere dato che il Pisa aveva effettuato le tre sostituzioni. «Inutile girarci attorno, abbiamo perso la serie B per quell’episodio: sia alla della ripresa che all’inizio del primo tempo supplementare, infatti avevamo cominciato a schiacciarli nella loro metà campo e, in panchina, eravamo tutti i convinti che fosse nell’aria. Invece sono arrivati i due rigori e seguiti da altrettante espulsioni e dopo è diventata difficilissima, anche se noi ci abbiamo provato fino alla fine perchè crederci fino all’ultimo fa parte del nostro dna».

Per una volta, però, nel mirino del tecnico nerazzurro finisce pure il direttore di gara. Alla fine del primo tempo, dopo la gioia per il bellissimo gol di Barberis,  è arrivata la doccia fredda di Jefferson e il pari. Tutto succede nei minuti di recupero, tre secondo l’arbitro, «troppi» per Pagliari, «assurdo darne così tanti» dice ai microfoni Rai mentre imbocca il tunnel. Poi, pensando all’episodio del rigore, evita di puntare l’indice contro l’estremo difensore nerazzurro Sepe: «Se proprio devo dirlo, prima ancora di ragionare se Luigi (Sepe, ndr) abbia o meno sbagliato uscita, mi preme sottolineare che di sicuro l’azione che ha portato al calcio di rigore è viziata in origine da un netto fallo di un giocatore di casa ai danni di Sabato. Che, se fosse stato sanzionato, avrebbe spento sul nascere il contropiede del Latina: non parlo mai degli arbitraggi, ma stavolta consentitemi di fare un’eccezione dato che per quell’errore al Pisa è costata la promozione in serie B». Ma non è l’unica cosa che Pagliari ha contestato.

 

Articolo di Francesco Paletti de “La Nazione”

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