L’avversario di turno

Domenica il Pisa farà visita a L’Aquila, una città che porta ancora le ferite del terremoto del 6 Aprile 2009. I tifosi nerazzurri della Curva Nord Maurizio Alberti, molti dei quali non entreranno allo stadio per la famigerata tessera del tifoso, si recheranno in terra abruzzese per incontrare gli anziani dell’associazione ADA con i quali nacque un rapporto di collaborazione all’indomani del sisma; sarà l’occasione per “riaccendere i riflettori su una città distrutta a cui è stato promesso tanto ma per la quale è stato fatto poco”, come è scritto sul comunicato dei ragazzi della Nord. Venendo al campo sarà sfida tra fratelli: il “nostro” Dino incontrerà Giovanni. Due fratelli uniti fuori dal campo ma diversi fin dai tempi in cui giocavano: uno alto e potente, l’altro basso e veloce; uno idolo dei tifosi ternani, l’altro per molto tempo furetto del Perugia anni 80 in serie B. L’Aquila ha svoltato proprio con l’arrivo di Giovanni Pagliari nel finale dello scorso campionato. I Rossoblù hanno iniziato una risalita simile a quella del Pisa di Dino, senza però inciampare nell’ostacolo finale, conquistando la promozione in prima Divisione vincendo la doppia finale contro il Teramo, vincendo 1-0 fuori e per 2-1 in casa davanti a oltre 5.000 spettatori.

Quest’anno la squadra si è rinnovata a partire dall’attacco, dove è stato ingaggiato dal Chieti il bomber De Sousa, 18 gol la scorsa stagione e castigatore del Lecce nel successo di domenica scorsa al Via Del Mare, che farà concorrenza ad Infantino. Le differenze tra i fratelli Pagliari proseguono anche in fatto di Modulo: Giovanni adotta il 4-3-3 puntando finora più sugli attaccanti esterni sul forte ’94 Marco Frediani e Triarico, quest’ultimo classe ’89 ex promessa del Lecce non ancora esploso definitivamente. Frediani si era messo in luce al recente torneo di Viareggio con la Roma, dalla quale arriva in prestito. Troverà sicuramente spazio il grande ex nerazzurro  Nicola Ciotola, indimenticabile il suo pallonetto contro il Monza; una prodezza che certificò il ritorno in B del Pisa di Braglia. L?Aquila appare quadrata in difesa, un gol subito in due partite, guidata dall’esperienza dell’ex Brescia Simone Dallamano. A centrocampo buona qualità e quantità garantita da Corapi, Del Pinto e Carcione, che ha sfiorato un supergol a Lecce. Formazione tutta da scoprire, potrebbe essere l’outsider del campionato. Stadio e Tifosi. Lo Stadio è il Tommaso Fattori, gloria del rugby Aquilano e nazionale, costruito nel 1929 ed inizialmente chiamato stadio Littorio. La capienza attuale è di 10.000 posti ed è usato anche per il Rugby, lo sport più amato dagli aquilani. Il tifo del Fattori è guidato dal 1978 dai Red and Blue Eagles. La tifoseria è gemellata con quella del Pontedera, amicizia legata ad un evento drammatico ed emozionante: Nell’inverno del 1994 due tifosi aquilani si recano a Pontedera per seguire la squadra;  un incidente toglie la vita a Nicola Mezzacappa, mentre l’amico Lorenzo Castri finisce in coma.  Lorenzo Riuscirà a svegliarsi grazie ad un nastro con i cori dei tifosi rossoblù. Molti tifosi granata rimasero vicini agli ultras aquilani in quei giorni, e nacque una forte amicizia tra le due tifoserie tutt’oggi consolidata. La B negli anni 30. Il calcio aquilano nasce nel 1927 e trova la gloria negli anni30 raggiungendo la serie B grazie all’allenatore ungherese Ging, che nel 1921 aveva portato il Pisa alla finale scudetto persa contro la Pro Vercelli a Torino. Dopo un quinto posto nel 1934-35, arrivò un nuovo allenatore Buratti che salvò la squadra nella stagione seguente. All’inizio della terza stagione tra i cadetti la squadra fu vittima, il 3 Ottobre del 1936, di un grave incidente ferroviario a Contigliano, mentre stava raggiungendo Verona per la partita di campionato; molti giocatori rimasero feriti e lo stesso Buratti perse la vita. La squadra venne affidata all’ungherese Kutik e malgrado fosse decimata e colpita dalla tragedia riuscì comunque a fare strada in Coppa Italia;  addirittura raggiunse gli ottavi e sfidò a Milano l’Ambrosiana Inter di Meazza. I Rossoblù diedero vita ad un match epico venendo sconfitti per 4-3 ed uscendo tra gli applausi del pubblico. A fine stagione ci fu il ritorno in serie C. La stagione seguente fu segnata da un altra grande sfida in Coppa Italia contro la Juventus, che passò con un netto 4-1. Due fallimenti e qualche barlume di gloria. Dopo la guerra L’Aquila  ripartì dalla serie C ma finì ben presto in promozione. Fino al 1994 la squadra fece la spola tra la serie C e la serie D, fallendo al termine della stagione 1993-94, quella del ritorno in C2 dopo il ripescaggio della stagione precedente. Si riparte dall’Eccellenza ma la risalita è rapida ed entusiasmante: dopo un terzo posto la società acquisisce il titolo del Paganica, dopo una fusione, e arriva in serie D. Nel 1997-98, dopo un appasionante duello con il Rieti, L’Aquila torna tra i professionisti. Dopo una salvezza tranquilla la squadra raggiunge i play-off nel 1999-2000 vincendo ai rigori la finale contro l’Acireale al Partenio di Avellino. Artefici principali di quei successi furono l’allenatore Ammazzalorso e l’esperto portiere Sansonetti. la gioia è breve:Due stagioni in C1 ed arriva il secondo fallimento. La storia recente dice di 5 campionati di eccellenza, vincendo due Coppe Italia Dilettanti, prima del ritorno tra i prof nel 2010, con un ripescaggio; infine la splendida promozione del giugno scorso in Prima Divisione. Precedenti con il Pisa. Due volte il Pisa ha giocato a L’Aquilasempre in serie B negli anni 30. Il primo incrocio risale  esattamente a 78 anni fa, il 15 Settembre 1935 per la prima di campionato. Il grande stratega ungherese Ging torna per la terza volta sulla panchina del Pisa e sfida all’esordio Proprio L’Aquila che fino a qualche mese prima aveva condotto ad un ottimo torneo tra i cadetti. Gara esaltante: dopo 7 minuti passa il Pisa con Suber ma è immediata la risposta di Remigi. Il Pisa gioca molto bene e torna in vantaggio con Biagi al 63′; il finale però vede i nerazzurri stanchi che si fanno infilare  da Battioni e dal mitico Annibale Frossi, il bomber con gli occhiali, poi protagonista dell’oro azzurro alle olimpiadi di Berlino del 1936 e dell’Inter scudettata del 1938 e ’40. La stagione seguente il Pisa perde ancora, stavolta per 2-0 con doppietta del solito Battioni .  

Andrea Chiavacci

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