L’avversario di turno: il Catanzaro

Il Pisa affronta un Catanzaro rinnovato ed ambizioso, reduce dal blitz di Lecce, e come i nerazzurri ancora imbattuto in campionato. La principale novità è in panchina, con l’avvento dell’ex tecnico della Cremonese Oscar Brevi che ha portato maggior solidità alla squadra senza fargli perdere l’intensità offensiva. I Giallorossi hanno subito appena 2 reti e dopo il Prato sono la miglior difesa del girone. Il Modulo base è il 4-3-3 ma negli ultimi due incontri Brevi è passato prima al 4-4-2 poi al 4-3-2-1, mostrandosi camaleontico nelle scelte. Buona partenza per l’ex ala sinistra del Cittadella Martignago, già autore di 2 gol che hanno fruttato 4 punti, e il centrocampista Marchi arrivato in estate dal Frosinone, a segno domenica a Lecce. Si è sbloccato domenica scorsa anche l’ex bomber del Gavorrano Giordano Fioretti che punta a superare gli 11 gol della sua prima stagione in giallorosso. Accanto a lui e a Martignago è arrivato dal Benevento Germinale; giocatore di grande qualità ma con una scarsa vena realizzattiva, appena 8 gol nelle ultime due stagioni. A centrocampo Benedetti è una garanzia di continuità, mentre dal Bellinzona l’ex Grosseto Vitiello porta esperienza e una buona visione di gioco. La difesa si è rinforzata tantissimo con Rigione e soprattutto l’ex Ternana Ferraro; confermato il solido Catacchini arrivato a Gennaio dal Frosinone. In porta c’è l’ex Latina Giacomo Bindi; avversario dei nerazzurri nella finale play-off e cercato da Lucchesi nel mercato estivo.

Stadio e tifosi. Lo stadio è intitolato all’ex presidente Nicola Ceravolo; prese la squadra nel 1958 in serie C portandola subito in B per poi giocare quasi in pianta stabile in A negli anni settanta e primi ottanta. Lo stadio oggi ha una capienza di 14.500 ma ai tempi della serie A superava anche i trentamila posti come in quel famoso Catanzaro-Juventus del maggio 1982, con rigore di Brady che consegna la seconda stella alla Juventus ai danni della Fiorentina. I tifosi giallorossi sono gemellati proprio con i viola e sentono molto i derby calabresi, soprattutto quello contro il Cosenza.

Quando Mammì fece esplodere tutta la Calabria. Il Catanzaro fu la prima squadra calabrese a conquistare la serie A nel 1971 vincendo lo spareggio di Napoli contro il Bari con un gol dell’attaccante Angelo Mammì. L’approccio alla massima serie fu molto faticoso e i calabresi chiudoo il girone d’andata terz’ultimi con appena 9 punti frutto di altrettanti pareggi. Alla prima di ritorno ospitano la Juventus capolista di un giovanissimo Bettega e di Pietro Anastasi. Lo stadio all’epoca chiamato Comunale è strapieno e la gara è letteralmente impantana sullo 0-0 fino a 6 minuti dalla fine, quando Enrico Ameri alla radio annuncia che Mammì di testa su un cross rasoterra beffa Carmignani e regala il primo storico successo in serie A ai Giallorossi. è il delirio!. gli spettatori gridano la loro gioia ai microfoni del giovane e grande radiocronista che resta professionale come sempre. Proprio Mammì dopo il gol promozione è l’uomo che fa la storia della  società e del calcio calabrese.

Gli anni d’oro con Palanca dalla bandierina. Il successo con la Juventus  non porterà alla salvezza ma il Catanzaro tornerà in serie nel 1975-’76 con mister Gianni di Marzio e con il nuovo idolo Massimo Palanca. Il Baffuto centravanti diventò leggendario per i suoi tanti gol direttamente su calcio d’angolo, grazie al suo magico tiro mancino che sorprendeva i portieri avversari, ben 13 volte segnò dalla bandierina e per 115 volte in totale con la maglia giallorossa. Palanca nel 1981 andò al Napoli poi nel 1986 ormai ultratrentenne tornò a Catanzaro contribuendo al ritorno in B  e portando la squadra ha sfiorare la promozione in A nel 1987-’88. Si ritirò nel 1990 al termine della stagione che sancisce il ritorno in terza serie. Negli anni della A Palanca fu protagonista assieme a Silipo, Ranieri , Nicolini e a Piero Braglia di una squadra che spesso metteva in difficoltà le grandi arrivando fino al settimo posto nella stagione 1980-’81. Risultato bissato la stagione seguente con il giovane Edi Bivi vice-capocannoniere con 12 reti alle spalle di Roberto Pruzzo. Il 1982-’83 vede una squadra indebolita che terminerà all’ultimo posto e l’incontro Catanzaro-Inter, perso 2-1, del 15 Maggio 1983, sarà l’ultima apparizione in A dei calabresi.

Tanti doppi ex. Su tutti ovviamente Piero Braglia, diventato una vera bandiera giallorossa, dopo la sua altalenante esperienza di calciatore con la Fiorentina, disputando ben 117 incontri in serie A, senza mai segnare, e diventando pure capitano della squadra dopo il temporaneo saluto a Palanca. Da Allenatore riportò nel 2004 il Catanzaro, dopo 14 anni di assenza, in serie B con i vari Ferrigno, De Simone, Biancone e Zattarin poi protagonisti anche del ritorno in B con i nerazzurri assieme al tecnico Grossetano. Meno belli i ricordi lasciati sulle due panchine da Bruno Giordano, mentre Seghedoni fu il primo allenatore a portare in A il Catanzaro e poi  uno dei 4 mister nella stagione 1978-’79 con la promozione in B del primo Pisa targato Anconetani. Bruno Pace faceva un bel calcio nei primi anni 80′ ma purtroppo venne esonerato sia a Pisa che a Catanzaro. Altro doppio ex importante il difensore Marco Masi fino al più recente Roberto Gimmelli, autore del primo gol del Pisa 1909 dopo il ritorno in Prima Divisione.

Precedenti: campo ostile per il Pisa, sconfitto ben 6 volte in Calabria. L’ultima appena sei mesi fa quando un tiro all’apparenza innocuo di Russoto sorprese Sepe fuori dai pali. Il Pisa ha vinto comunque tre volte al Ceravolo; non esce però col bottino pieno  da trent’anni, ma le squadre si sono affrontate solo due volte in questo periodo, quando Mariani e Casale firmarono un successo decisivo per la prima storica salvezza in serie A. L’ultimo precedente in serie B è del settembre 1989 quando Borrello nel finale costrinse il Pisa di Giannini al primo stop stagionale. Una sola volta la sfida è finita in parità, con lo 0-0 in B nel 1969-70.

Andrea chiavacci

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