L’Avversario del Pisa: L’Ascoli

Pisa. All’Arena arriva un Ascoli in piena crisi tecnica e societaria, motivo in più per non sottovalutare i bianconeri, che presentano una vecchia e triste conoscenza per il pubblico Pisano: Bruno Giordano.

Domenica sera ,dopo il 5-2 rimediato al Del Duca dal Lecce, Rosario Pergolizzi ha rassegnato le sue dimissioni e il giorno dopo la società ha puntato su un altro ex, Giordano appunto, per risollevare il morale della truppa. Certo il curriculum in panchina dell’ex bomber di Lazio, Napoli, Bologna e della Nazionale Italiana è tutt’altro che irresistibile; Giordano ha infilato una retrocessione dietro l’altra, compresa quella a Pisa nel 2009 dove subentrò a Ventura, e non allena da due anni e mezzo dopo l’esperienza negativa di Terni.

Finora l’Ascoli ha raccolto sul campo 9 punti ma nella classifica reale sono 6 a causa di una penalizzazione totale di 3 punti per inadempienze nei pagamenti. Il Presidente Roberto Benigni, dopo la retrocessione dalla B, ha passato la mano a Guido Manocchio che deve gestire una situazione drammatica, dove ogni domenica è quasi una fatica arrivare al campo per giocare la partita.

Pergolizzi aveva fin qui fatto il possibile ottenendo 3 vittorie e 2 pareggi  ed esprimendo anche un gioco tutt’altro che brutto con il suo consueto 4-3-3. il tallone di Achille è senz’altro un attacco spuntato, appena 8 reti, mentre la difesa prima della cinquina con il Lecce aveva retto discretamente, 12 in totale le reti subite. Le continue difficoltà societarie, l’uscita dalla Coppa e il clamoroso rovescio di domenica scorsa hanno convinto il mister siciliano che era giunta l’ora di dire basta.

I tifosi, in contestazione da mesi, non sono convinti della nuova scelta tecnica malgrado Giordano da giocatore abbia lasciato ottimi ricordi nelle marche. L’allenatore romano potrebbe passare al 4-4-2 e provare a lanciare più under possibili, visto, per sua fortuna, che non ci sono retrocessioni.

La squadra è un incognita totale con giocatori giovani ed inesperti per la categoria, e fa leva sull’esperienza e la grinta del centrocampista Manolo Pestrin e del difensore Scalise. In possibile rampa di lancio anche i figli d’arte Pazzagli, il papà è il compianto Andrea portiere bianconero ai tempi della serie A, e Colomba. In rosa anche l’ex Pisa Scicchitano, 2 sole presenze in nerazzurro nella stagione 2011-2012, rilanciatosi a Poggibonsi in Seconda Divisione.

Tifosi e Stadio. La tifoseria bianconera era molto numerosa negli anni 80′ guidata dal gruppo Settembre Bianconero, con spiccata tendenza politica a destra. Si ricordano accesissimi derby con la Sambnedettese quando la squadra, raramente, transitava in B. Con i tifosi pisani i rapporti sono tutt’altro che buoni, ai tempi soprattutto per la contrapposta idea politica.

Lo Stadio è il Cino e Lillo Del Duca, oggi ha una capienza di 20.500 posti, inaugurato nel 1962 con l’amichevole tra le rappresentative Dilettanti di Italia e Inghilterra. Tra gli anni 70 e 80 arrivava a contenere anche 35.000 spettatori ed ha ospitato la Nazionale di Bearzot nel 1985, 2-0 al Portogallo, alla presenza dell’allora vice presidente del consiglio Arnaldo Forlani marchigiano di Pesaro.  Cino Del Duca era un importante produttore cinematografico che contribuì negli anni 50 alla fusione tra l’Ascoli e il Del Duca Montedinove, paese natale dell’imprenditore.

La Regina delle Marche. La Storia ultracentenaria dell’Ascoli, venne fondato nel 1898, è legata in modo indissolubile alla figura di Costantino Rozzi. Nel 1968 Rozzi è un costruttore edile disinteressato al calcio, se si toglie il fatto che la sua impresa costruì molti stadi del sud, e viene chiamato per salvare la società in grave dissesto finanziario. Inizialmente Rozzi dovrebbe coprire l’incarico per un solo anno, ma si appassiona così tanto al gioco che nel giro di pochi anni costruisce un vero gioiellino attorno all’emergente allenatore Carlo Mazzone; nel giro di poche stagioni il Del Duca Ascoli, poi denominato Ascoli Calcio 1898, compie la scalata dalla serie C alla massima serie.

Dopo due anni nel paradiso del calcio c’è il ritorno in B, ma è nella stagione 1977-’78  che l’Ascoli si afferma definitivamente nel firmamento del calcio nostrano; con mister Renna vengono frantumati  una serie di record storici: 61 punti ( al tempo la vittoria valeva 2 punti), 73 gol fatti, 26 vittorie e massimo distacco sulla seconda ( 17 punti) . Trascinatori decisivi di quella formidabile promozione in A gli attaccanti Adelio Moro, Giovanni Quadri e il giovane Claudio Ambu, capocannoniere della squadra con 17 reti; indimenticabile anche il mitico Roccotelli inventore della rabona ispiratrice anni dopo di Robi Baggio.

Due anni più tardi l’ossatura di quel gruppo con l’aggiunta di Pietro Anastasi, che riscattò nelle marche un paio di stagioni storte all’ Inter, e la direzione in panchina di Gibì Fabbri conquistò uno storico quinto posto in A sfiorando la qualificazione alla Coppa Uefa.

Gli anni ottanta sono anni d’oro dove si alternando altri grandi allenatori come Mazzone, Boskov, Castagner, Bersellini; tutti ottengono grandi risultati e al Del Duca spesso le grandi ci lasciano le penne, come in un pomeriggio di novembre del 1982 quando Novellino stende la Juventus dei campioni del Mondo con una doppietta d’autore. Nel 1986 arriva anche la ribalta internazionale con la vittoria della Mitropa Cup.

La squadra porta simpatia quasi in tutta la regione, la Regina delle Marche appunto che è anche il titolo di un inno dedicato al “picchio”, e nel resto d’Italia; principalmente  per il carisma e la verve da attore del presidente Costantino Rozzi; assieme a Romeo Anconetani grande protagonista di quegli anni e come il nostro presidentissimo vero paladino del calcio di provincia anche nei salotti televisivi di Biscardi.

Proprio dalla TV nasce un altro grande personaggio e giornalista come Tonino Carino. Per anni Carino è la voce di 90° minuto da Ascoli; mitici sono i suoi teatrini con Paolo Valenti con collegamenti improvvisati e commenti poco tecnici ma divertenti e sanguigni. Carino trovò la notorietà apparendo anche in molti film sul calcio ed era molto legato a Rozzi; dopo esser stato messo all’angolo in novantesimo minuto, successivamente alla morte di Valenti, rimase comunque un volto noto del video fino alla morte avvenuta nel 2010.

L’ultima promozione in serie A sul campo, nel 2005 i bianconeri vennero ripescati, l’Ascoli la Ottiene nel 1990-’91 con Nedo Sonetti in panchina, Clamoroso l’epilogo dell’ultima giornata quando l’Ascoli ottiene un pareggio per 3-3 in rimonta a Reggio Emilia e respinge l’assalto del Padova. Grandi protagonisti di quella promozione furono il Brasiliano Casagrande, capocannoniere con 22 gol, e il portiere Fabrizio Lorieri.

Dopo quella grande gioia inizia il lento declino della squadra che coincide anche con la morte di Rozzi, scomparso il 18 Dicembre del 1994, lasciando un grande vuoto tra gli appassionati. La Curva Sud è oggi intitolata a lui.

Precedenti Pisa-Ascoli. Il Pisa ha fin qui fatto valere il fattore campo all’Arena perdendo solo due volte nei dodici precedenti con l’Ascoli. La prima sconfitta in Serie A nel 1983-84′ con gol lampo di Greco, la seconda nel 1992-93′ dopo una gara dominata dai nerazzurri; grande protagonista Lorieri che para l’impossibile e pure un rigore al doppio ex Scarafoni,  prima della clamorosa beffa finale di Oliver Bierhoff.

La serie di 6 vittorie del Pisa è aperta in serie C nel 1959-’60 con un 1-0 firmato Malavasi, rete importante per la salvezza dei nerazzurri. Al primo campionato in serie A dell’era Anconetani, 1982-’83, arriva un bellissimo successo per 2-1 con rete decisiva del difensore Riva nel finale di gara. In Serie B Illusorio successo nel Maggio 1994 con il rigore di Pasquale Rocco e spettacolare 2-1 nell’Ottobre 2007 firmato da Cerci e Kutuzov. Gara sontuosa con due gol d’autore che lanciarono la squadra di Ventura al terzo posto in classifica.

L’ultimo precedente è l’1-1 dell’anno successivo; gara scorbutica con l’Ascoli che chiude in 8 uomini e fino al novantesimo regge il vantaggio conquistato con Soncin. Radovanovic sbaglia un rigore e Viviani firma il pareggio di testa, prima che Genevier fallisca il gol vittoria nell’ampio recupero dovuto alle manfrine ascolane.

Andrea Chiavacci

Fonte: Wikipedia, i miei almanacchi e stavolta molti ricordi di novantesimo minuto.

 

 

 

 

 

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