L’avversario del Pisa: Il Lecce

La stra-favorita della vigilia  ha avuto un rendimento fin qui ampiamente fallimentare. Dopo l’inizio disastroso con Moriero, esonerato dopo 4 sconfitte di fila, il ritorno in Salento di mister Franco Lerda ha riportato la squadra a livelli competitivi ma tuttavia continuano ad emergere dei limiti.

Malgrado le tante contestazioni all’arbitro Abisso, e l’esposto in federazione da parte della società dei Tesoro, la sconfitta di Frosinone  ferma la striscia di 8 risultati utili. In ciociaria i giallorossi hanno giocato un buon primo tempo passando in vantaggio con Fabrizio Miccoli, 6 reti e 2 mesi ai box per infortunio, ma si sono dimostrati fragili al cospetto dei gialloblu di Stellone.

La squadra appare lenta e attaccabile nonostante Lerda abbia quadrato il reparto arretrato, con lui perforato solo 6 volte, e faccia del palleggio la caratteristica prevalente del proprio gioco. Il centrocampo è sulla carta da altra categoria: gli ex Napoli Bogliaccino ed Amodio, Parfait, e Ferreira Pinto apparso un oggetto misterioso. Nel folto reparto si stanno ritagliando spazi importanti Romeo Papini, trovava poco spazio a Carpi, l’esterno destro Melara arrivato ad un passo dal Pisa nello scorso mercato estivo.

In difesa davanti al portiere Perruchini c’è gente come Diniz, Lopez, Vinetot e l’esperto cavallo di ritorno Erminio Rullo. In avanti oltre a Miccoli, unica punta, c’è l’interessante esterno sinistro Doumbia e Zigoni che dopo due doppiette consecutive ad Ascoli e contro il Viareggio si è fermato.

Lerda  si affida al 4-2-3-1 puntando sulla copertura dei mediani per proteggere  le volate sulla destra di D’Ambrosio e sulla sinistra dell’ex Brescia e nazionale costaricano “tuma” Martinez.

Rosa ampia ma meno forte rispetto a quella che a giugno perse drammaticamente la finale play-off contro il Carpi. Già fuori dalla Coppa Italia e i 18 punti raccolti in 15 partite, da recuperare mercoledì prossimo la gara di Nocera, sono comunque troppo pochi e condizioneranno la rincorsa al primo posto nel girone di ritorno.

Tifosi e Stadio. Gli Ultrà Lecce guidano la curva Nord dal 1996, in precedenza c’era la Gioventù Giallorossa, feudo del tifo Salentino. La rivalità più accesa è ovviamente con il Bari ma anche con Napoli e Salerno c’è forte attrito. Gemellaggio storico con la tifoseria del Palermo.

  Il Via Del Mare venne costruito e progettato nel 1966, dal futuro presidente dell’Ascoli Costantino Rozzi, e oggi appare un po obsoleto nonostante i suoi 40.000 posti a sedere( omologato per 33.000) . La gara inaugurale fu Lecce-Spartak Mosca ma il pienone venne fatto registrare poco dopo contro il Santos di Pelè. quando la capienza era di soli 13.000 posti. Con l’approdo in serie A lo stadio venne ristrutturato e portato fino addirittura a 55.000 posti

l’85 è l’anno della gloria…come recita un divertente inno di Gino Ingrosso( Lecce in serie A) visto che la squadra allenata da Eugenio Fascetti regala al Salento la prima storica avventura nella massima serie. L’U.S. Lecce è una realtà piuttosto giovane, nasce infatti nel 1929, e fino a quell’anno fece la spola tra la B e la C. Assieme a Fascetti gli artefici principali di quel successo furono il presidente Franco Jurlano e il D.S. Mimmo Cataldo.

In campo il Lecce arrivò primo assieme al Pisa con 50 punti conquistando la promozione all’ultima giornata con un pareggio per 1-1 a Monza con 10.000 tifosi al seguito. Protagonisti assoluti furono i fratelli Stefano e Alberto Di Chiara, all’epoca trequartista poi divenuto grande terzino nel Parma, l’ala sinistra Marino Palese e il centravanti di nascita venezuelana Ricardo Paciocco, poi passato al Pisa nel 1987, autore di 9 reti.

Per il salto in serie A arrivano i due fortisssimi argentini Barbas e Pasculli e il fuoriclasse Franco Causio, ormai a fine carriera, ma la squadra vince solo 4 partite e torna in B. Storica però l’unica vittoria esterna alla penultima di campionato all’Olimpico per 3-2, successo che nega alla Roma la possibiltà di vincere lo scudetto.

Finita l’era Fascetti, e dopo la breve parentesi di Santin, Jurlano si affida a Carlo Mazzone. Il tecnico romano porta la squadra fino agli spareggi del luglio 1987. I giallorossi pareggiano 0-0 con il Cesena, poi travolge 4-1 la Cremonese ma deve giocare un altra volta con il Cesena che a sua volta ha battuto i grigiorossi. Al Riviera delle Palme di San Benedetto Del Tronto i Giallorrossi perdono 2-1 e restano tra i cadetti. Il purgatorio sarà breve visto che la stagione successiva Mazzone lancia molti giovani, tra cui Moriero , e puntando sulla classe del duo argentino Barbas-Pasculli e  un impressionante solidità difensiva, appena 18 gol subiti, arriva secondo dietro il Bologna e torna in A.

Mazzone resta altre due stagioni e conquista due salvezze, storica la prima ottenuta al Via Del Mare con il 3-1 al Torino condannato dai leccesi alla serie B. Nel 1990-’91 arriva il nuovo tecnico Zibi Boniek, il suo rendimento in panchina non è però pari alle qualità mostrate come calciatore e il Lecce scende nuovamente in B.

La promozione del 1992-93 con Bolchi è un fuoco di paglia e l’anno seguente in A i giallorossi, con la meteora Toffoli un brasiliano che si vantava di aver segnato 400 gol, raccolgono appena 11 punti. In cadetteria la musica non cambia e c’è il mesto ritorno in C.

La svolta avviene con la fine dell’epoca Jurlano e l’avvento dei Semeraro che affidano la panchina a Giampiero Ventura; in due anni GPV centra il doppio salto riportando la squadra in A. Per quindici anni i Semeraro tengono in alto la bandiera del salento disputando anche splendide stagioni in serie A, soprattutto quella con Zeman nel 2004-2005, e costruendo un vivaio all’avanguardia grazie anche alle intuizioni del D.S. Pantaleo Corvino che porterà alla vittoria di due scudetti Primavera. Nel 2011-2012 la società viene travolta dallo scandalo scommesse della stagione precedente e subisce una doppia retrocessione, sul campo e a tavolino, che dalla serie A la porta fino alla Lega Pro con il passaggio di consegne alla famiglia Tesoro.

Oltre ai già citati Barbas e Pasculli nel Lecce hanno giocato grandi campioni come l’attuale tecnico della Juventus Antonio Conte, l’attaccante Mirko Vucinic, Pietro Paolo Virdis, il principe Giannini a fine carriera e tanti altri che è veramente impossibile citarli tutti.

Una menzione particolare va al difensore Michele Lorusso recordman di presenze con la maglia del Lecce, 418 partite e una rete tra il 1970 e il 1983, che morì in un tragico incidente in auto con il compagno di squadra Ciro Pezzella il 2 Dicembre del 1983.

Precedenti con il Pisa. Il Pisa non ha mai vinto al Via Del Mare; in 16 precedenti i nerazzurri hanno raccolto 6 pareggi e ben 10 sconfitte. Clamoroso il 6-2 nel campionato di C nel 1953-’54. Il Primo scontro in serie A nell’Aprile del 1986 costa caro alla squadra di Vincenzo Guerini: dopo il gol di Baldieri un Lecce ormai in B agguanta il pari con un autorete di Ferruccio Mariani nel giorno dell’esordio di Conte in A. I nerazzurri dopo quella partita perderanno i 3 restanti incontri scivolando in B.

Nel 1988-’89 un colpo di testa del difensore Roberto Miggiano a 4 minuti dalla fine condanna il Pisa di Bolchi alla sconfitta; curioso come Miggiano abbia segnato i suoi unici 2 gol in serie A proprio al Pisa sia all’andata che al ritorno quando l’1-1 dell’arena costò l’esonero al popolare ” Maciste.

Nella stagione 1990-’91 un gran tiro all’incrocio dei pali di Alessandro Calori, premiato come miglior gol della giornata dalla Gazzetta Dello Sport, fissa il punteggio sull’1-1 dopo il gol leccese del Pisano Benedetti. Finisce 1-1 anche la stagione seguente in B, Ceramicola e Simeone, poi arriva la sconfitta per 2-1 nel Dicembre del 1992 con il gol dell’ex Paolo Baldieri.

Le squadre si ritrovano dopo 15 stagioni e il Pisa spettacolo di Ventura gioca proprio a Lecce la sua ultima grande partita e passa in vantaggio con Kutuzov, assist di Cerci che al ritorno in campo si infortuna nuovamente male, poi si mangia una serie di gol fatti e subisce il pari di Tiribocchi. Ai Play-off un Pisa stanco e acciaccato perde 2-1, la sfida era già compromessa dall 1-0 subito all’Arena sempre con Tiribocchi protagonista, con rete nel finale di Corrado Colombo.

Andrea Chiavacci

Fonte: Wikipedia, i miei almanacchi panini e la solita farina del mio sacco.

Immagine tratta da www.infooggi.it

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