L’avversario del Pisa: il Gubbio

Seconda trasferta consecutiva in Umbria per il Pisa; dopo quella vittoriosa a Perugia è la volta di Gubbio. I Rossoblu fin qui hanno conquistato meno di quanto dimostrato sul piano del gioco e della grinta; 5 pareggi in 7 incontri, hanno riposato alla prima giornata, spesso in rimonta come a Lecce domenica scorsa oppure come a Viareggio quando rimontarono un doppio svantaggio in inferiorità numerica nel giro di pochi minuti.

Dopo la salvezza ottenuta lo scorso anno da Andrea Sottil, la società si è affidata a Christian Bucchi; in cerca di riscatto dopo esser stato catapultato troppo presto in serie a sulla panchina di un Pescara già con un piede e mezzo in serie B. Per l’ex bomber di Perugia, Modena, Ascoli e Napoli la prima grande occasione su una panchina da professionista fin da inizio stagione. Le difficoltà sono tante perché la squadra è abbastanza rinnovata e deve trovare i giusti meccanismi. Bucchi, come il suo predecessore, adotta il 4-3-3 e punta sull’esperienza di Giallombardo in difesa e Boisfer a centrocampo. Brutto l’infortunio accorso al  promettente Di Francesco, Bucchi lo ha voluto fortemente dal Pescara, che ne avrà per almeno 2 mesi. I Portieri sono due giovani arrivati dal Parma, Cacchioli e Pisseri, con quest’ultimo finora titolare e protagonista di grandi parate nell’1-1 di Lecce. Squadra che finora ha mandato in gol sei giocatori diversi, solo la punta ex Crotone Caccavallo ha segnato due reti, subendo già 9 reti. Il rigorista dovrebbe essere il difensore Ferrari andato a segno domenica scorsa. Rispetto alla scorsa stagione si sente la mancanza di un attaccante di razza come Galabinov, passato all’Avellino via Livorno, andato a segno 12 volte in 24 partite e debilitato pure da un infortunio.

Tifosi e Stadio. Tifo tranquillo e con pochi fedelissimi al seguito, anche se la promozione in B nel 2011 popolò il piccolo stadio Barbetti e quest’anno comunque sono stati sottoscritti oltre 1.000 abbonamenti, non pochi per una città di 32.000 abitanti. Lo Stadio è intitolato dal 2006 allo storico presidente Pietro Barbetti, scomparso durante una Mille Miglia nel 1986, ed è stato inaugurato nel 1977 con il nome di San Biagio. La forma è ovale con pista d’atletica annessa e una  tribuna centrale ampia, per una capienza totale di 5.300 posti. Durante la preparazione ad Italia 90′ il Brasile di Lazaroni si è allenato nello stadio di Gubbio e ha disputato un amichevole con i rossoblu vincendo 14-0; poi ai mondiali la selecao venne eliminata dall’Argentina.

Due volte la B. I Rossoblu hanno festeggiato i 100 anni del 2010 con la promozione in Prima divisione, seguita immediatamente da quella in serie B della stagione seguente. Artefice di questi trionfi l’allenatore Vincenzo Torrente, sostenuto ed aiutato dal suo vecchio maestro Gigi Simoni; che dopo una breve esperienza sulla panchina rossoblu è diventato direttore tecnico e deus ex machina della società del Presidente Fioriti che ha rilevato la società nel 2006. Simoni e Torrente costruiscono una squadra competitiva e un collettivo senza prime donne che stupisce tutti. Sicuramente il perno del gioco è capitan Sandreani, da i suoi piedi nascono tanti dei gol di Marotta, solo nella prima nella prima stagione, e soprattutto dell’attuale giocatore del Verona Juanito Gomez. La promozione in B viene sancita da un 3-1 al Barbetti, 4.500 presenze, contro la Paganese firmato da Boisfer e da una doppietta di Gomez. La squadra parte per l’avventura tra i cadetti cambiando molti volti a cominciare dall’allenatore: Torrente va al Bari e arriva Pecchia. L’ex centrocampista di Juve e Napoli paga il clamoroso 6-0 subito a Marassi dalla Sampdoria e così il presidente Fioriti chiede a Gigi Simoni di tornare in panchina. L’ex allenatore del Pisa negli anni 80′ e di tante altre squadre importanti su tutte l’Inter targata Ronaldo accetta e quasi non compie il miracolo. Nel finale di stagione però la squadra subisce sconfitte a ripetizione e Simoni viene esonerato per far posto ad Alessandrini e poi a Gigi Apolloni che non riusciranno a salvare la squadra dalla retrocessione.

Il Gubbio era già stato promosso in B nel 1946-’47 ed anche quella volta aveva retto solo una stagione il confronto con la categoria maggiore. L’ allenatore di quel primo miracolo fu Guido Masetti e la squadra vinse lo spareggio di Pesaro contro il Baracca Lugo per 2-0.

Due portieri sono particolarmente rimasti nel cuore dei tifosi: Uno è l’ex Lazio ed Ascoli Massimo Cacciatori protagonista a fine anni 80 del ritorno tra i professionisti del Gubbio, ed Eugenio Lamanna guardiano della doppia  promozione in prima divisione e in B; il portiere salì alla ribalta anche per aver subito un’ aggressione personale e alla sua famiglia al termine di una gara disputata ad Alessandria nel 2010.

Altro giocatore molto amato è Simone Farina, non solo per le sue doti di difensore, ma soprattutto per aver denunciato una tentata combine che gli è valsa tanti riconoscimenti ma non un contratto da professionista; a soli 31 anni Farina ha già chiuso con il calcio giocato e adesso lavora nello staff tecnico  dell’ Aston Villa.

Precedenti Gubbio-Pisa. Il Pisa ha giocato solo due volte a Gubbio. La prima nel 1947-’48 nel girone B di serie B imponendosi all’ultima giornata per 1-0 con un rigore di Lerici. Il Pisa terminerà il campionato al secondo posto ad un solo punto dal Palermo e non sarà promosso in A perché quella stagione saliva una sola squadra per girone; il Gubbio era già retrocesso in C da qualche giornata.

Bisogna aspettare ben 64 anni per rivedere uno scontro tra le due squadre in Umbria. Nel settembre dell’anno scorso mister Sottil, ora a Cuneo, impone il primo stop stagionale alla squadra in quel momento allenata da Alessandro Pane. Apre un contestato rigore di Galabinov, poi il Pisa è sterile e subisce il raddoppio al 78′ di Sandreani, abile a chiudere un triangolo con Boisfer. Il raddoppio sveglia il Pisa che accorcia con Favasuli dal dischetto e poi sfiora più volte il pari nella sarabanda finale.

Fonti: Wikipedia, i miei almanacchi Panini e la solita Farina del mio sacco.

Stemma Gubbio preso da wikipedia

Andrea Chiavacci

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