L’avversario del Pisa: Benevento

Pisa. Il Benevento ormai da anni è una delle società che investe maggiormente nel mondo della Lega Pro; non sempre però il campo ha dato i risultati sperati, a volte per sfortuna e altre volte perché non bastano i nomi per vincere i campionati.

Anche quest’anno il presidente Oreste Vigorito ha costruito una squadra competitiva, affidandola al confermato mister Guido Carboni, ex di turno, che lo scorso anno perse proprio a Pisa l’ultimo treno play-off. In attacco si è puntato sul ritorno del capocannoniere della scorsa stagione Felice Evacuo; il bomber campano ha segnato fin qui 4 reti ma si è parlato più del suo gesto di scusa verso i tifosi della Nocerina, sua ex squadra, dopo un gol decisivo nel derby. La tifoseria non ha assolutamente gradito e ha chiesto l’allontanamento di Evacuo, poi l’attaccante e il presidente hanno ricucito, almeno parzialmente,  lo strappo e il tutto è rientrato.

Carboni fa esprimere un buon gioco alle sue squadre anche se spesso non coincide con grandi risultati e si affida al consueto 4-3-3. Domenica scorsa a Frosinone ha raccolto un pari importante in 10, espulso Anaclerio dopo appena 6 minuti, limitando i padroni di casa malgrado le due traverse. Il Benevento è andato fin qui ha corrente alternata; 13 punti in 8 gare disputate, hanno già riposato, con due sconfitte pesanti a Pontedera e in casa contro la Salernitana.

La squadra è esperta e non giovanissima. In attacco, al fianco di Evacuo, ci sono la forte ma discontinua ala destra MontielCampagnacci; in alternativa Altinier, castigatore già tre volte dei nerazzurri. A centrocampo la stella è l’ex Cagliaritano Mancosu autore di ben 9 reti la scorsa stagione e già a segno due volte in questo avvio di campionato.

In difesa mancherà lo squalificato Anaclerio, probabile spazio al camerunese Som, ma ci saranno due giovani già maturi come Milesi e soprattutto Andrea Signorini; figlio del mai dimenticato Gianluca capitano di mille battaglie nel Genoa e, a fine carriera, nella sua Pisa. Sulla fascia destra imperversa Zanon e tra i pali è stato confermato l’esperto trentatreenne Pier Graziano Gori.

Squadra sicuramente di alto livello e con valide alternative in panchina, resta tra le favorite del girone. Certamente la sfida di domani nell’anticipo con i nerazzurri è già un test molto probante per Carboni, che ha salvato la panchina dopo lo 0-0 del Matusa.

Tifosi e Stadio. Tifoseria molto calda e numerosa quella sannita che popola la Curva Sud. Rivalità un po con tutte le campane. Lo stadio da tre anni è intitolato a l’ex presidente Ciro Vigorito, fratello dell’attuale numero 1 Oreste, e si trova nel rione Santa Colomba che era il nome scelto nel 1979, quando venne inaugurato con l’amichevole tra i giallorossi e l’Ascoli. Furono chiamati i bianconeri perché lo stadio venne progettato e costruito l’anno precedente dal presidente del club marchigiano Costantino Rozzi; inizialmente la capienza era di 25.000 posti, oggi praticamente dimezzata.

Il grande sogno mai realizzato…. Il Benevento è una società relativamente giovane, nasce nel 1929, e non ha mai conquistato la B che rimane un sogno irrealizzato, quasi un incantesimo per la squadra delle streghe. Nel 1973-’74 il Benevento vince il campionato di serie D e per una quindicina d’anni   i giallorossi si portano in pianta stabile nella terza serie, diventata C1 dopo la riforma del 1978, sfiorando la B nella stagione 1981-’82  con Gastone Bean in panchina e nel 1983-’84 con Liquori; entrambi i piazzamenti consentirono al Benevento di disputare la Coppa Italia con squadre di A e B: Nell’estate del 1984 gli “stregoni” sfidano i futuri campioni d’Italia del Verona al Bentegodi venendo sconfitti per 4-2; di Lunerti e Orati le due reti a gara già compromessa. I Giallorossi vennero eliminati nel girone prendendosi la soddisfazione di battere per 1-0 Catania e Ascoli al Santa Colomba; fatale il pari interno con il Casarano.

Nella stagione successiva la squadra viene affidata all’ex calciatore della Lazio Mario Facco, oggi commentatore Tv della Rai per le gare di Lega Pro, e arriva ultima; il fallimento e la cancellazione del Palermo permettono il ripescaggio ma nel 1986-87′ la musica non cambia e arriva un altra retrocessione con Rosario Rampanti in panchina.

Nel 1989 la società è in difficoltà economica e riparte dall’interregionale( l’attuale serie D) con la denominazione di Sporting Benevento. Nel 1990-’91 trascinata dal super bomber Nicola D’Ottavio, 19 reti, vince il girone I a mani basse ma poi perde lo spareggio per tornare in C2 contro la Juve Stabia al termine di un drammatico confronto di andata e ritorno perso dopo il 2-0 del Menti, mentre in un Santa Colomba strapieno i giallorossi avevano illuso i quasi 20.000 tifosi presenti vincendo per 1-0 con il solito D’Ottavio. Il ritorno tra i professionisti arriva nel 1993-’94 quando al fianco del baffuto attaccante, richiamato dopo due stagioni a Castel Di Sangro , arriva Silvio Paolucci e la squadra stravince il campionato davanti alla Nocerina.

Uno degli artefici della rinascita è il mister Boccolini che porta la squadra al terzo posto al primo anno di C2, venendo eliminato in semifinale dal Savoia. I sanniti vengono rilanciati nel 1998-99 da mister Delisanti raggiungendo la C1 dopo la vittoria per 2-1 nello spareggio del Via Del Mare di Lecce contro il Messina.

Nel 2005 dopo un buon campionato in C1 la società fallisce di nuovo ma arriva una grande svolta con l’avvento dei fratelli Vigorito; la società si appella al lodo Petrucci e riparte dalla C2 con l’attuale denominazione di Benevento Calcio.  Per due stagioni di fila perde i play-off ma al terzo tentativo fa centro venendo promossa a suon di record al termine del campionato 2007-2008 con l’ex mister del Pisa Simonelli che finalmente riesce a prendersi una grande soddisfazione. I Vigorito non si fermano e puntano alla B ma per 3 stagioni perdono le semifinali play-off e gli ultimi due anni si fermano al sesto posto, nonostante abbiano vestito il giallorosso giocatori come Evacuo, Clemente, gli ex Pisa D’Anna e Bolzan; per citarne alcuni. Altro grande doppio ex Alessandro Cagnale, beneventano DOC ma con il cuore a Pisa dopo 4 stagioni all’ombra della torre.

Questi anni sono funestati da due gravi lutti: La scomparsa del presidente Ciro Vigorito e quella del giovane allenatore Carmelo Imbriani che fino al 2009 aveva anche indossato a più riprese la maglia giallorossa dopo una carriera iniziata nel Napoli.

Il simbolo della squadra è la strega in omaggio alla leggenda che vede Benevento come quel luogo dove si radunavano le streghe fin dal 1.200.

Precedenti Benevento-Pisa. 4 incontri in campania e 4 sconfitte per i nerazzurri che domani sera vogliono sfatare questo tabù. Nel 1978-’79 Massi decide l’incontro ma a fine stagione il Pisa torna in B dopo 8 stagioni. Le squadre non si incrociano per oltre 30 anni e si ritrovano al Vigorito Vigorito nel Marzo del 2011 dove mister Pagliari perde la sua prima partita sulla panchina nerazzurra, in un match giocato insolitamente di lunedì pomeriggio. Protagonista del match il portiere beneventano Marco Paoloni, oggi radiato in seguito allo scandalo del calcio scommesse, con un Pisa sfortunato che coglie due pali e alla fine viene beffato da un rigore di Evacuo. La stagione successiva Pagliari non fa a tempo a tornare a Benevento, causa esonero dopo lo 0-2 con il Lumezzane, e stavolta è Pane a subire la sua prima sconfitta con il Pisa dopo una vittoria a Como e un pari con la Ternana. I nerazzurri giocano alla pari ma si fanno gol da soli con Benvenga, poi chiude nel finale Altinier; l’attaccante sarà protagonista assoluto con una doppietta nel 2-1 del 16 dicembre scorso,  quando nel finale il Pisa accorcia con Scappini e sfiora il pari con Perez. 

Andrea Chiavacci

Fonti: i miei almancacchi, wikipedia e i ricordi recenti delle partite del Pisa. Immagine tratta da www.informaterrasannita.it

 

 

 

 

 

Both comments and pings are currently closed.

One Response to “L’avversario del Pisa: Benevento”


Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.