L’amico Franceschino incontra il Papa

FRANCESCO ha conosciuto Francesco in un pomeriggio d’inizio novembre. Ed è subito scoccata la scintilla: «E’ un grande luilì», scrive Francesco Michelotti sul suo profilo facebook, parlando con disinvoltura dell’altro Francesco, il Papa, uno degli uomini più potenti del mondo. Con cui proprio lui s’è intrattenuto per qualche lunghissimo minuto in un’emozionante conversazione, sabato scorso, in Sala Nervi, nel cuore del Vaticano: «E’ stato come parlare con un amico. O con il nonno che conosci da sempre».

Uno, il Francesco pisano, costretto in carrozzina, ma vitalissimo nella sua voglia di fare centomila cose diverse: andare allo stadio, stare con gli amici, viaggiare. L’altro, il Francesco ecumenico e «rivoluzionario», spinto a un grande abbraccio collettivo dal suo desiderio di stare con tutti, parlare al mondo e allo stesso tempo ad ognuno dei 400 malati e volontari dell’Unitalsi presenti l’altro giorno in Vaticano per festeggiare i 110 anni dell’associazione cattolica che si occupa del trasporto degli ammalati in pellegrinaggio a Lourdes e nei santuari internazionali. Nel corso del’udienza generale concessa dal pontefice, i due Francesco si sono parlati e poi abbracciati e la foto della loro stretta reciproca è stata rilanciata su twitter proprio dall’Unitalsi, che in questo modo ha dato il via a una grande giostra telematica che ha reso collettivo quell’abbraccio, trasformando in un simbolo uno scatto quasi «rubato».

Francesco Michelotti, 28 anni, è contentissimo e non lo nasconde: «Questo Papa è davvero fortissimo. Se si pensa che ha avuto un gesto d’attenzione per tutti noi presenti l’altro giorno a Roma, si può capire quanto sia umano e speciale». Francesco ricorda ancora l’emozione che l’ha investito quando il Papa si è avvicinato proprio a lui per stringerlo a sè. «Gli ho fatto notare che portiamo lo stesso nome di battesimo, e allora lui è stato simpaticissimo e mi ha detto: ‘Vorrà dire che ci divideremo anche gli appuntamenti’». Francesco Michelotti è un grandissimo tifoso del Pisa, un ultras vero che non si perde mai una partita dei nerazzurri. E si potrebbe dire che questa passione sia un altro punto in comune con Papa Francesco, che appena può ricorda con orgoglio di tifare per la squadra argentina del San Lorenzo, di cui in diverse occasioni ha mostrato anche la sciarpa. «E’ stato un incontro fantastico, sarà un ricordo indelebile. Il Papa mi ha dato la sua benedizione e già questa è stata una cosa incredibile. Ma ha anche dimostrato di essere una persona semplice, che tratta tutti da pari a pari. Sì, proprio come un nonno. Un nonno dolcissimo».

Articolo di David Bruschi tratto da www.lanazione.it/pisa

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