La Tessera [anti]Tifoso

Vogliamo tornare un attimo sui fatti di Salerno tra Salernitana e Nocerina, alla fine di una settimana in cui se n’è sentite di tutti i colori. Dove chiunque si è sentito in obbligo di dire la sua senza sapere nulla di nulla, dove pochi hanno approfondito, pochissimi ci hanno riflettuto e tutti hanno condannato un fatto “vergognoso” che “nulla ha a che fare col calcio”. Direi che non è così. Direi che, anzi, questa vicenda è tipica dell’ambiente calcio e le reazioni generali sono peculiari del mondo del calcio dove tutti sono esperti, tutti … eccetto quelli che prendono le decisioni.

Solo nel calcio un grande evento invece di organizzarlo come si deve, si vieta. Solo nel calcio si impedisce a una persona di circolare liberamente in un determinato quartiere di una determinata città. Solo nel calcio gli eventi pubblici di maggior richiamo si chiudono al pubblico. E questo perchè ? Perchè nel calcio ci sono i famigerati ultras, il pericolo pubblico  numero uno di questa immacolata società. I cervelloni che decidono, ma non conoscono, studiano al tavolino una tessera chiamandola “tessera del tifoso” quasi a presa di culo perchè è la tessera studiata per estinguere definitivamente il tifoso. Una Tessera, che poi in realtà poi è una bella carta di credito (banche, televisioni … sempre i soliti i protagonisti), che dovrebbe permettere a chi la possiede (come chi scrive) di poter assistere alle gare esterne della propria squadra nel settore ospiti … senza quella, ti puoi mescolare agli altri libero di creare attriti e imbarazzi con la tua sciarpa nerazzurra magari vicino a quella rossonera (ma a questo i sapientoni non ci avevano pensato … oppure sì e allora si cade nella malafede). Tessera che crea divisioni, divergenze tra tifoserie e all’interno delle stesse. Gruppi che si sciolgono per protesta, altri che si tesserano pur di seguire la propria squadra. Tessera che poi alla fine viene sottoscritta dal tifoso normale per abbonarsi e risparmiare, da quello che non vuole rinunciare a seguire la squadra in trasferta, da quello che si può definire tifoso ma non vive il calcio da ultras. La mentalità è differente, accomunata da un’unica passione ma differente. Non migliore, né peggiore, differente. E chi ha studiato il fenomeno al tavolino questa differenza non l’ha colta, ma l’ha interpretata male a suo pro. La riprova ? I fatti di domenica scorsa quando prima della sentitissima gara tra Salernitana e Nocerina i capoccia decidono di vietare la trasferta ai tifosi molossi. Tutti. Anche ai tesserati … basterebbe soffermarsi su questa frase per evitare la marea di minchiate che si sono lette e sentite in giro. Mi fai tesserare controvoglia per permettermi di seguire la squadra. Io lo faccio andando contro certi principi e inimicandomi chi non la pensa come me e la ritiene una forzatura anticostituzionale e te non mi fai seguire la squadra ugualmente ?? ma a quale titolo fai questo ? Con quale diritto ? Perchè ? Non si capisce. Che poi dietro al comportamento dei giocatori della Nocerina ci siano cose più grosse e più gravi non lo so e per questo non mi esprimo.
Di certo una cosa si può dire : quella manfrina ridicola delle sostituzioni e degli infortuni potevano evitarcela. Bastava decidere di non giocare, l’effetto era il solito e ne uscivano a testa alta. Così facendo hanno dato fiato a tutte quelle bocche benpensanti che senza sapere ne’ approfondire si sono scandalizzate per ciò che hanno visto, e hanno alimentato lo sdegno bigotto della nazione. Tutto nello splendido Italian Style dove bisogna sempre identificare un facile colpevole (l’ultras), fomentare lotte fra poveri (tifosi, tesserati e non) e ripulirsi la coscienza con provvedimenti drastici, spesso inutili (daspo, chiusure e restrizioni).
Il mio sentito applauso va infine a chi decide senza conoscere l’argomento in cui è chiamato a pronunciarsi. Ma d’altra parte cosa pretendiamo da un paese che affida il Ministero della Salute a una Signora che ha fatto il liceo classico che se ni chiedi come si fa una ricetta come minimo ti risponde di “guardà nell’Artusi, che lì c’è pieno di ricette.”

Sempreforzapisa
Antonio Cassisa
Foto reperita sul Web

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