Il vice presidente Calissi boccia il DG Corrado ed il DS Ferrara

Al termine della stagione qualcuno inizia a parlare. Dopo una retrocessione, seppur di “riconoscenza” ed una stagione fallimentare in serie C si iniziano a tirare le somme. Tanti sono gli aspetti ancora poco chiari ed è per questo che tutti aspettiamo la conferenza stampa che farà la società a breve dove immaginiamo verrano trattati i vari argomenti tipo stadio, riprogrammazione sportiva, bilanci ecc…
A rompere il silenzio ed iniziare a svelare qualcosa è il vicepresidente Vittorio Calissi intervistato da Gabriele Masiero de “La Nazione”, che dichiara quanto segue.

«Questa eliminazione è stata una mazzata. Eravamo partiti con tanto entusiasimo e invece è stata una stagione molto deludente». Rompe un silenzio di mesi il vicepresidente del Pisa, Vittorio Calissi, per commentare l’addio del Pisa ai sogni di un immediato ritorno in serie B. E ammette, senza reticenze, anche gli errori commessi nella gestione dell’area sportiva.
Che cosa è mancato di più a questa squadra?
«Un centravanti dalle alte capacità realizzative. Ho predicato invano l’acquisto di un attaccante di questo tipo già da giugno e poi anche a dicembre in vista del mercato invernale. Serviva un realizzatore che risolvesse le partite. Lo avevamo deciso anche nelle riunioni del consiglio di amministrazione un acquisto del genere, ma non siamo riusciti a prenderlo. Non è voluto venire nessuno».
E poi?
«Il primo tecnico, Carmine Gautieri, è stata una delusione grossissima. Poi abbiamo dato la squadra a Pazienza, un bravo ragazzo ma non ancora pronto per la categoria e per un campionato da vincere. Abbiamo sbagliato un’altra volta».
Detta così suona come una bocciatura dell’operato di Raffaele Ferrara e Giovanni Corrado.
«Penso che per loro parlino i risultati, non c’è altro da aggiungere».
Peccato perché il girone, detto a posteriori, sembra essere stato il più facile della categoria.
«Sì lo penso anch’io. E lo ha detto il campo. Quando esci al primo turno dei play off perdendo entrambe le partite e subendo quattro gol non c’è molto altro da dire. Questa squadra alla prova dei fatti non si è dimostrata all’altezza».
Parliamo del futuro e dei progetti. Cominciamo dallo stadio.
«Era e resta un asset fondamentale del nostro progetto.Ma dobbiamo fare i conti con le tempistiche burocratiche. Inizialmente avevamo pensato a un’operazione sullo stile di quella che ha fatto a Bergamo l’Atalanta, poi abbiamo optato per l’opportunità concessa attraverso Invimit. Andiamo avanti. Noi ce la mettiamo tutta e già abbiamo portato a casa risultati importanti e mi riferisco al voto in consiglio comunale per inserire l’impianto tra i beni alienabili. Giuseppe Corrado è sempre stato molto ottimista sui tempi, io francamente molto meno. Ma forse solo perché nel campo immobiliare ho più esperienza di lui».
Che previsioni si sente di fare per portare a casa il via libera definitivo al restyling?
«E’ complicato fare pronostici di questo tipo. Certo è che ancora un po’ di tempo serve. C’è bisogno di approvare una variante urbanistica. Io credo sia ragionevole pensare che potremmo iniziare la riqualificazione nel 2020. Non credo prima».
E il Pisa ce l’ha tutto questo tempo?
«Sì assolutamente. Non abbiamo alcuna intenzione di mollare. Ma la nostra stella polare deve essere il ritorno in serie B. Nessun’altra categoria al di sotto di quella è idonea a questa piazza e ai suoi splendidi tifosi».
Non c’è alcun rischio dunque che la cocente delusione di una stagione negativa incida nei programmi futuri del club?
«No, noi restiamo determinati a fare calcio da protagonisti. Dovremmo imparare dagli errori commessi e cercare di non ripeterli. Ma l’obiettivo non può che essere solo uno: allestire una squadra competitiva che provi a vincere il campionato e a risalire al più presto in serie B».

 

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