Il punto sul mercato del DG Lucchesi

Ieri, alla parte della truppa nerazzurra era presente anche il direttore Fabrizio Lucchesi il quale, intervistato da David Bruschi de “La Nazione” , fa il punto sul mercato.

«Partenza bagnata, partenza fortunata», scherza Fabrizio Lucchesi sotto l’acquazzone di mezza estate che interrompe il caldo delle due di pomeriggio proprio nel momento in cui il pullman nerazzurro si mette in moto verso Volterra.

«Sono scaramantico, direi che è un buon segno. E poi faccio notare una curiosa coincidenza: il
primo acquisto del nostro mercato è stato Speranza, il secondo Sampietro, il terzo Aiman Napoli e Aiman in arabo vuol dire ‘fedele’.  Tre nomi che sono tutto un programma, no?  Direi che iniziamo
sotto i migliori auspici. E comunque sono sicuro: faremo una buona squadra».

Atmosfera rilassata, grande ottimismo generale, ma un mercato ancora da completare…
«Giusto. Siamo un po’ più indietro rispetto alla tabella di marcia che ci eravamo dati. Avevo detto
che saremo partiti per Volterra con l’80 per cento della rosa a disposizione. Invece mancano ancora
diverse pedine: diciamo che siamo al 70 per cento».

Quante, parlando in numeri?
«Fra i cinque e i sei giocatori».

Almeno l’infornata di giovani può considerarsi terminata?
«No, mancano ancora un paio di under. A cui si aggiungeranno tre o quattro giocatori più esperti.
Che però dovranno avere un’eta non troppo avanzata, vista la regola, imposta dalla Lega Pro, dei 25
anni e mezzo di media dell’undici titolare».

Mosaico da completare soprattutto in avanti, dopo la partenza di Perez. Pensa che peserà l’addio di Leo?
«Il fatto che sia andato in serie B ha rappresentato una reciproca convenienza, per lui e per la società.
Per fare bene Perez deve avere la testa libera al 100 per cento. ma se fosse rimasto non l’avrebbe avuta
visto che ormai il suo desiderio era quello di salire di categoria».

Discreta convenienza economica anche per il Pisa, che ha incassato 150mila euro per
la comproprietà…
«E’ stato un ritorno economico che definirei giusto. Forse avremmo potuto incassare anche qualcosa
di più, ma a tirare troppo la corda si rischiava di far saltare l’affare col Cittadella E’ andata bene così».

Soldi da investire sul nuovo attaccante?
«Vedremo cosa ci offrirà il mercato».

Il mercato offre Arma: sarebbe un bel colpo.
«Appunto, sarebbe. Ma Arma per ora ha parametri d’ingaggio fuori dalla nostra portata. Chiede tre volte
quello che guadagnava Perez: non ce lo possiamo permettere».

Quel ‘per ora’ cosa significa? Che resta uno spiraglio aperto?
«Uno spiraglio strettissimo. E’ una missione quasi impossibile, ma non lascerò niente d’intentato».

Altrimenti Scappini?
«Stefano è un giocatore che conosciamo bene e sì, stiamo prendendo in considerazione un suo ritorno.
Ma abbiamo anche altre opportunità da valutare: naturalmente nomi non ne faccio».

Naturalmente. Però è sempre aperto il discorso con Giovinco jr…
«Sì, ma questo è un ragionamento che riguarda il trequartista, insomma un altro capitolo. Comunque
sia, alla fine i colpi in attacco saranno due: un’attaccante centrale e una seconda punta che permetta a
Pagliari di cambiare modulo all’occorrenza».

Non ha detto se Giovinco è un affare ancora possibile…
«Ci stiamo lavorando, ma lui vuole la serie B. Intendiamoci: il suo non è un no al Pisa, ma una comprensibile ambizione. Vediamo cosa succede nei prossimi giorni».

L’ultima cosa: Gessa erede in pectore di Buscè?
«No, Gessa è un buon giocatore ma l’abbiamo dovuto scartare: i suoi 33 anni alzerebbero troppo
l’eta-media della squadra e il Pisa non può permettersi di rinunciare ai contributi».

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