Il progetto del nuovo stadio, il bilancio da rimettere in equilibrio, un piano sportivo per ripartire

Mentre la delusione per l’eliminazione dai playoff aleggia ancora, sul tavolo dei soci del Pisa Sporting Club ci sono partite decisive. Per il presente e per il futuro. Subito dopo il ko di mercoledì sera, dal club è uscita l’indicazione di una conferenza stampa da tenere nei prossimi giorni e nella quale dare risposta ai quesiti di un’intera città. Riassumibili così: come ripartire? Con quali obiettivi e possibilità? Questi punti interrogativi sono direttamente sulla scrivania di Enzo Ricci, titolare di Viris Spa, maggiore azionista della società. A Giuseppe e Giovanni Corrado, manager di punta del club, il compito di dare una risposta.

In questi mesi, una volta uscito allo scoperto il piano di restyling dello stadio come motivo dell’investimento su Pisa della cordata emiliano-lombarda, il progetto per una nuova Arena (sfruttabile sotto il profilo commerciale e dell’intrattenimento, oltre che a fini turistici) è diventato il pilastro di qualsiasi programmazione ed ambizione. La città è stata posta quasi di fronte ad un aut aut. O lo stadio oppure il ridimensionamento. La strada intrapresa è nota: prevede l’utilizzo dei fondi di Invimit (e forse del Credito Sportivo), mentre il Comune, dopo il voto del consiglio, ha inserito l’Arena nel piano delle vendite. Fin qui la parte pubblica. Nel frattempo, gli uffici di Palazzo Gambacorti hanno chiesto a Dea Capital Real Estate (la società che ha proposto il restyling) di produrre una notevole quantità di integrazioni alla bozza di progetto per l’Arena (migliorie a Porta a Lucca comprese) e un Piano economico finanziario affidabile ed adeguato. Tutti documenti che gli uffici ancora attendono: quanto fornito finora dalla società è pubblicato sul sito internet del Comune e non ci sono aggiunte rispetto ad una lettera di Dea Capital (società alla quale fa riferimento anche Ricci) dello scorso 9 aprile. Ma queste sono carte essenziali perché l’iter possa procedere, al di là dei rallentamenti per le imminenti elezioni (Corrado ha incontrato in questi giorni i candidati a sindaco per
avere rassicurazioni).

E poi c’è la questione sportiva. Se Corrado in una recente intervista al Tirreno aveva confermato comunque la fiducia al direttore sportivo Raffaele Ferrara (confidando probabilmente in ben altro andamento dei playoff), il capitolo allenatore rappresenta un ulteriore segnale delle intenzioni della società. Mario Petrone aveva un rinnovo automatico del contratto in caso di conquista della serie B. Ma i dirigenti nerazzurri si erano già mossi per la prossima stagione in altre direzioni. Contattando anzitutto Giancarlo Favarin, ora impegnato nei playout con il
Gavorrano. Il suo nome guida la lista. Con il Gavorrano ha preso al Pisa 4 punti su 6 tra andata e ritorno. Pezzi del fallimento sportivo materializzatosi sin dal primo turno dei playoff. La città proprio non se l’aspettava.
Articolo di Francesco Loi e Daniele Benvenuti de “Il Tirreno”

 

 

 

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