Il Pippone di Beppe

IL TIFO UMORALE

Cari amici, se è cambiato il mondo, non vedo perché non deve essere cambiato il tifoso. Che cosa voglio dire? È molto semplice, ritengo che il calcio non è su un altro pianeta rispetto al lavoro, alla politica, alla famiglia e al mondo avvolto da una crisi sociale, economica e di valori. Paroloni? Anche no. In passato, quando il calcio era quello di una volta una sconfitta a Gubbio dopo tanti risultati importanti il tifoso la prendeva molto meglio, si arrabbiava ma poi la fede (ed il calcio di una volta, concedetemi questa digressione) lo portava ad essere molto più morigerato e più “tifoso”.

Adesso, come dicevamo, è cambiato il mondo, e con esso il calcio, anzi, le modalità comunicative delle persone. Ci sono i social network, c’è internet (in generale) e non fa in tempo l’arbitro a dare il triplice fischio che una valanga di offese e un clima da corrida e da “tutti contro tutti” si scatena in ogni spazio comunicativo della rete anziché all’interno di un bar davanti ad un buon bicchiere di vino.

Tutto ciò è in linea con ciò che succede negli altri campi della vita, di cui il tifo è uno spaccato nemmeno poi così fondamentale.

Quello che però non si riesce a capire è la motivazione di così tanta partecipazione in caso di sconfitta e un “quasi disinteresse” quando le cose vanno bene. Forse la crisi economica ha davvero accentuato lo stato umorale delle persone e la passione per la propria squadra di calcio ne risente,  purtroppo non in senso positivo. Alla prossima!

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