I giocatori della Nocerina: “Non potevamo giocare”

“Non potevamo giocare”. Nocerina, sono racconti del terrore. L’allenatore, i giocatori, gli avversari: “Spaventati a morte, lacrime e paura. Ma non molliamo”. Così titola l’articolo della Gazzetta dello Sport a firma dell’inviato da Nocera Inferiore Alessio D’Urso.

Questo l’intero artico:
«Noi non siamo la squadra degli ultrà, siamo la squadra di Nocera, rappresentiamo la città». L’urlo di Gaetano Fontana squarcia il silenzio dell’assolato ritiro di Mercato San Severino. Piove, fa freddo. E lui, il tecnico della Nocerina, è appena riemerso da una notte insonne piena di cattivi pensieri. Eppure l’allenatore lascia scorrere poche parole come lapilli incandescenti. Perché la sua domenica bestiale non passerà via con un fruscìo impalpabile, ma è già entrata di diritto, suo malgrado, nel libro nero del calcio italiano. In bilico L’allenatore ha interpretato per una settimana intera il difficile ruolo di tramite tra la squadra e il mondo esterno, rappresentato a Salerno dagli ultrà minacciosi e dalle forze dell’ordine. «Risolutore di problematiche, ma come posso prendermi io certe responsabilità?». Ha parlato a lungo con il d.g. della Lega Pro Francesco Ghirelli ma, avute le rassicurazioni da parte del questore Antonio De Jesu sulla sicurezza all’Arechi, non se l’è sentita poi di imporre alla squadra di giocare la sfida per intero. «Abbiamo scelto la via più indolore». Lo stato d’animo della squadra era depresso. Eccome. Secondo Fontana, disputare il derby in quelle condizioni avrebbe falsato, in quel caso sì, l’incontro. Da qui la decisione di procedere alle 3 sostituzioni al 2’ e alla simulazione di 5 infortuni, tali da rendere in inferiorità numerica impossibile il prosieguo del match. «Come avrebbe potuto laPolizia scortarci in 22 per un anno intero, se avessimo giocato tutto il match?», si chiedono il mister e i giocatori. Sconvolti E nel più teso pregara che si ricordi, gli stessi protagonisti accontano di scene imbarazzanti vissute nello spogliatoio dell’Arechi: «C’erano giocatori che piangevano». Ce n’è stato uno in particolare, il giovane centravanti sloveno Kris Jogan, visibilmente sconvolto: indignato per le minacce subite e contrario alla decisione della squadra di mettere in scena la farsa di sostituzioni e infortuni, l’attaccante voleva lasciare lo spogliatoio e andarsene con mezzi propri. Ma i compagni lo hanno dissuaso: «O resti con noi o non fai più parte del nostro gruppo». Difficile mediare in quei momenti. Di sicuro i giocatori rossoneri hanno scelto di boicottare il match per la paura e non per solidarietà nei confronti dei tifosi delinquenti. Che, sui social network, avevano dimostrato con copiosi commenti di aver frainteso le intenzioni dei loro beniamini, esultando ad una sorta di patto di disobbedienza rispettato fino in fondo.
Testimonianza. Anche l’attaccante della Salernitana, Matteo Guazzo, ha confermato ieri a radio Rtl 102.5 quanto trapelato a fatica dal ritiro di Mercato San Severino: «Domenica è successa una cosa a dir poco sgradevole, ho visto dei ragazzi piangere nel tunnel prima di entrare in campo, nemmeno volevano entrarci: poi ci hanno riferito che erano stati minacciati dai propri tifosi, i quali non volevano che la partita si giocasse
comunque». Dimissioni respinte E ieri proprio Fontana è tornato alla guida del gruppo in un clima surreale. Si era dimesso domenica sera, ma il club ha respinto ieri mattina la sua decisione e quella del d.s. Luigi Pavarese: oggi alle 15.30 la squadra riprenderà la preparazione al San Francesco «E adesso vorrei trovare nuove soluzioni laddove altri sparano sentenze», ha chiarito il tecnico. Che, all’indomani della sfida persa contro il Pontedera del 27 ottobre, aveva incassato l’ennesimo attestato di stima da parte della società: cioè il prolungamento di contratto di un anno. «Mi sembrava di vivere un sogno, ora spero di poter portare avanti il progetto in cui io e la società crediamo», ha concluso. I suoi giocatori? Hanno cercato in giro per l’Italia di trascorrere un lunedì normale, per quanto possibile. Sabato prossimo la Nocerina osserverà un turno di riposo: quanto mai opportuno.
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