Gianluca ha sconfitto il male. L’appello: domenica voglio una Curva che fa paura!

La sua vicenda ha coinvolto un numero clamoroso di persone su facebook, sempre di più un mese dopo l’altro, per due lunghi,difficili e combattutissimi anni. Ma ora Gianluca ha sconfitto il mostro e chiede un premio. Piccolo piccolo. Non chiede soldi o fama, ma una gioia. Vedere la curva Nord piena, domenica contro l’Ascoli.

Lui è Gianluca, 42 anni, operaio,non dice il cognome perché tanto non importa: per i tifosi nerazzurri è solo Gianluca, “quel” Gianluca che lancia i cori dalla Curva. “ Dopo uno dei momenti più duri della mia vita , – dice il tifoso calcesano – finalmente ce l’ho fatta , è stata dura durissima . Mi resta però L’affetto di tanta gente che conoscevo e che non conoscevo , dalle Curve amiche dalle Curve non amiche, dalla gente semplice a gente più importante . Mi resta tutto questo e vorrei ringraziare tutti con questo messaggio . In mente ho un sogno per festeggiare la mia nuova vita … rivedere la mia Curva piena, festante, rumorosa come ai bei tempi, vorrei il colore e il calore che solo la Nord sa dare, per questo vorrei fare un appello: domenica c’è Pisa-Ascoli, venite tutti in Curva! Riempiamo la nostra Curva di tutto ciò che è nerazzurro e rossocrociato, una Curva da far paura! Portate tutto ciò che ci fanno portare. Sarà una festa , sarà il mio sogno… e domenica mi mancheranno tanti fratelli diffidati e altri che non ci sono più ma saranno nel mio cuore , saranno lì con noi come sempre  Vi aspetto!” La storia di Gianluca è una di quelle che di solito restano circoscritte in un gruppo limitato di persone, ma in questo caso ha fatto il giro d’Europa grazie ai social network e al tam tam degli ultrà. Il tifoso nerazzurro, fighter di arti marziali, improvvisamente si è visto crollare il mondo addosso: malesseri, visite, analisi, il terribile responso di un tumore fra i più aggressivi e di una successiva metastasi. Ma non si è buttato giù. Durante tutto il doloroso ma efficace percorso all’ospedale di Cisanello (di cui ringrazia i medici e tutto il personale), con tre operazioni, chemio e radioterapia, ha deciso di lottare, perché lui è un combattente. E ha lottato per sé e per gli altri, mettendo a nudo sulla sua pagina face book Gianluca Pisa la sua anima e la sua rabbia, il suo male, i suoi sentimenti, anche nei giorni in cui ogni sforzo sembrava vano. Prima decine, poi centinaia di persone anche sconosciute hanno iniziato a cliccare e commentare le sue vicende. Da tutta Italia e da altri paesi europei. Ultrà, sportivi, gente che non sa neanche di che forma è un pallone, amici e avversari. Striscioni per il tifoso pisano “Avanti Gianlu”, legali e illegali, sono apparsi a Karlsruhe in Germania, ad Ambrì in Svizzera, addirittura da tifoserie avversarie appassionate come quella della Paganese all’Arena. E la lotta di Gianluca contro il mostro veniva seguita da altri malati, che da soli hanno meno forza di lottare ma sono confortati nel vedere che qualcuno non molla di un millimetro.  Ora le cure sono finite, la Tac ha dato il risultato finale: uno di noi ha vinto, in tanti possono farlo se lottano senza mai arrendersi, se sentono l’amore di chi sta loro intorno e ovviamente se le cure sono adeguate. E domenica l’Arena festeggerà con Gianluca: il Pisa sarà spinto da migliaia di voci entusiaste per cercare di fare risultato contro l’Ascoli. Il tifo calcistico più vero è anche questo. Non c’è spazio per l’indifferenza e la superficialità, e l’avversario non è per forza quello che ha la bandiera di un colore diverso.

Articolo di Antonio Scuglia de “Il Tirreno”

 

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