Dopo 48 ore dalla “smattata Pagliari” tutto sembra rientrare. Ma niente sapremo fino a domani!

E’ normale che l’argomento più discusso di questo fine settimana sia stato proprio questo: la “smattata” di “Zio Dino” davanti ai microfoni al termine di Pisa-Grosseto. Ovviamente sarà anche un argomento che tratteremo stasera nella nostra 12^ puntata ma la cosa che ci fa estremamente piacere è che il tutto sembra rientrare.

Vi riportiamo l’articolo di Francesco Paletti de “La Nazione” di questa mattina e cogliamo l’occasione per darvi appuntamento a questa sera (lunedì 18 novembre) ore 21.30 su Punto Radio!

Nessuna accelerazione. Nè in un senso, né in un altro. Ventiquattrore dopo il «quasi addio» di Pagliari («c’è un clima che non mi piace e in cui non posso lavorare, martedì parlerò con il presidente e gli darò la mia disponibilità a farmi da parte») ieri è arrivato il momento della riflessione. Telefoni silenziosi e calma piatta sull’asse Pisa-Terni, città d’adozione dell’allenatore. Per tutta la giornata Battini e Pagliari non si sono sentiti e, a meno di repentini cambi di programma, lo stesso accadrà oggi: l’atteso chiarimento avverrà solo domani, nel corso del consueto colloquio fra proprietà e guida tecnica che dall’inizio del campionato si svolge all’inizio della settimana di allenamenti. Un confronto che stavolta assumerà un peso specifico assai più sostanzioso rispetto al solito.
Battini è comunque ottimista: «Vedrete che si risolverà tutto, mi sembra che si stia parlando di una tempesta in un bicchier d’acqua perché non ci sono motivi concreti per far precipitare ulteriormente la situazione», conferma il presidente parlando con La Nazione. «La fiducia in Pagliari e nel suo staff è massima e non è mai venuta meno, c’è solo un problema specifico da risolvere e lo affronteremo nel massimo rispetto dei ruoli e delle funzioni di ciascuno». Il nodo da sciogliere ormai è noto, anche se né il tecnico, né tanto meno la società lo hanno mai reso pubblico. E riguarda il rapporto fra Pagliari e lo staff medico. Esacerbato, a quanto pare, dalla situazione di sovraffollamento dell’infermeria verificatasi nelle ultime settimane. Una situazione che ha fatto suonare qualche campanello d’allarme – con conseguenti richieste di spiegazioni anche ai piani alti del club di Piazza della Stazione. Le «ruggini» fra Pagliari e i dottori nerazzurri sono comunque di vecchia data, visto che risalgono alla prima esperienza del tecnico marchigiana sulla panchina del Pisa. E non è bastato, a farle rientrare, la recente, parziale riorganizzazione dell’area sanitaria, con il ridimensionamento del ruolo dello storico fisioterapista del club, Mario Magli, che continua a collaborare con il Pisa ma che, diversamente da quanto accadeva in passato, a partire da questa stagione non siede più in panchina durante i match ufficiali. Non sono bastate nemmeno le recenti di dimissioni di Cataldo Graci, altro storico collaboratore del Pisa, che fino a venerdi scorso è stato il medico sociale della prima squadra, anche se il diretto interessato già ieri ha precisato che le sue dimissioni sono dovute esclusivamente «agli aumentati carichi di lavoro che impediscono di proseguire il rapporto con il Pisa».

Sullo sfondo della vicenda resta anche il giudizio sul valore e le potenzialità della squadra e sulle strategie di mercato in vista della campagna trasferimenti di gennaio. La qualità dell’organico a disposizione di Pagliari è fuori discussione, ma la rosa è corta e gli infortuni a catena delle ultime settimane hanno reso tale lacuna ancora più evidente. Proprio per questo già nei prossimi giorni il Pisa proverà a regalare a Pagliari un centrocampista svincolato, indicato espressamente dal tecnico e fino alla stagione scorsa protagonista in serie B. Si tratta di Tommaso Morosini, 22 anni, giocatore di buona prospettiva, che lo scorso anno ha collezionato 16 presenza con l’Ascoli e nella stagione precedenti 20 presenze con il Bassano in Prima
divisione. Un colpo che forse non sarà decisivo. Ma che comunque potrebbe servire.

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