Corrado: “Ci abbiamo messo 15 milioni”. Restano esposizioni da coprire

Per il Pisa si chiude una stagione estremamente deludente per quanto riguarda il campo. In diciotto mesi i Corrado hanno collezionato quattro allenatori diversi, una retrocessione ed una cocente amarezza al primo approccio con la serie C. Ma dal punto di vista prettamente economico come riparte la società? Una risposta è attesa a breve, probabilmente nella conferenza stampa annunciata dopo la sconfitta con la Viterbese da Giovanni Corrado. «La società non si è certo divertita in questi mesi – dice -. Abbiamo tirato fuori 15-16 milioni di euro per far divertire la gente. Dovremo capire come e da dove ripartire».

I Corrado, assieme agli altri soci capitanati da Enzo Ricci, hanno sicuramente investito nel Pisa trovando brutte sorprese dalle gestioni precedenti. Ma in un anno e mezzo hanno anche avuto delle entrate importanti. Dagli incassi allo stadio al merchandising, ma soprattutto quei 5 milioni di contributi, comprensivi dei diritti tv, dalla Lega B della passata stagione che ovviamente rappresentavano una buona entrata che la C non può certo garantire. Parlando del bilancio 2017 (con entrate e uscite fino al 30 giugno scorso) Giuseppe Corrado a dicembre presentò un quadro tutt’altro che semplice: «Il male assoluto non è stato Petroni. Ci troviamo continuamente a far fronte a debiti e contratti lunghi maturati già nel 2013. Molti hanno definito un “giuda” Petroni, ma lui ci ha preceduto solo di qualche mese. La genesi di questa società nasce molto prima. Petroni non è stato in grado di risolvere i problemi, ma noi oggi stiamo lottando contro decreti ingiuntivi del 2013 e del 2014». Il riferimento era soprattutto all’ex presidente Carlo Battini, ma anche a Fabrizio Lucchesi, all’epoca diesse nerazzurro. «Abbiamo dei pignoramenti attivi, ma noi ci difendiamo ed i giudici cancellano il pignoramento – incalzava Corrado -. Abbiamo onorato tutti i debiti nella due diligence concordando il pagamento dei debiti, ma dobbiamo incassare ancora crediti che potrebbero essere utili per rilanciare il progetto sportivo. Per tutti i problemi che abbiamo trovato dovevamo fare una due diligence di sei anni». Entro giugno il Pisa Sc dovrà sistemare i conti, si dice per 5 milioni di euro. In un’intervista al Tirreno di quindici giorni fa Corrado rispose in questo modo alla domanda su quanto pesano ancora le pendenze del passato: «Sono stati sanati praticamente tutti i debiti, ma il tutto ad un prezzo davvero troppo alto. Un altro contraccolpo è stato retrocedere in C dopo aver investito molto a gennaio 2017: questo ha portato una serie di danni non ipotizzabili ritrovandoci senza i soldi dei diritti Tv e con dei contratti in essere da categoria superiore per molti giocatori». Il Pisa non avrà nessun tipo di problema ad iscriversi al prossimo campionato di serie C, ma non possiamo ancora sapere su quale forza economica potrà contare per creare una squadra competitiva ad altissimi livelli dopo gli sprechi della campagna acquisti della scorsa estate. Corrado ha ribadito spesso che le ambizioni ci sono e l’intesa con l’amico di sempre Ricci è solida, ma per vincere bisogna anche affidarsi ad una gestione sportiva di primo livello e chiudere definitivamente i conti con un passato ancora troppo ingombrante (per colpe altrui)
e con un presente fatto di tanti punti interrogativi.

 

Articolo di Andrea Chiavacci de “I Tirreno”

 

 

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