Cori, passione e sofferenza per i tifosi arrivati al Francioni

La lunga giornata dei tifosi pisani termina con una sconfitta cocente, dopo 120 minuti di sofferenza e cori cantati a squarciagola sotto il solleone. Sì, perché se la promozione in serie B del Pisano nè arrivata, il supporto ai nerazzurri non è mai mancato. Anche quando i ragazzi di mister Dino Pagliari sono rimasti in dieci e senza il portiere,anche quando il Latina un po’ cinico, ha fissato il tre a uno al termine di un insulso torello con il Pisa ridotto in nove. La partita a quel punto era già decisa, ed anche la lunga trasferta in terra pontina dei pisani volgeva verso la fine. Da Pisa ieri, oltre ai circa novecento e passa possessori dell’ingresso allo stadio Francioni, sono partite alla volta di Latina diverse carovane di tifosi. La questura nei giorni precedenti al match aveva sconsigliato di mettersi in viaggio senza biglietto. Poi, come spesso succede in queste occasioni, all’inizio del secondo tempo chi era rimasto fuori dall’impianto è potuto entrare per seguire da vicino la squadra (identico trattamento era stato riservato anche ai tifosi di casa, tanto che in molti settori la società laziale aveva venduto anche posti inesistenti). La vera selezione sul flusso di supporters era stata invece operata dalla polizia all’uscita degli autobus dalla città. Chi veniva trovato a bordo privo tagliando per entrare allo stadio, doveva scendere e tornare a casa rinunciando alla trasferta. Arrivati nella città laziale (circa cinque ore di viaggio), i tifosi pisani hanno dovuto fare i conti con il Francioni di Latina: stadio piccolo, ma molto caldo vista la pesante posta in palio. Nella curva dei tifosi di casa capeggiava la scritta “Mi fai tremare il cuore… Mi fai smettere di respirare”, e dalla gradinata, più di una volta, sono stati intonati sfottò verso il pubblico di fede pisana (quasi tutti a sfondo labronico). La risposta del tifo nerazzurro è stata affidata alle maglie e bandiere rossocrociate e alla bandierona nerazzurra distesa in curva ad inizio ostilità. Quando la calura era diventata insopportabile, la curva pisana è stata rinfrescata dagli idranti dei pompieri. La partita alla fine non ha riservato un finale dolce, ma le dichiarazioni dei tifosi al termine delle ostilità sono andate tutte nella medesima direzione. La città di Pisa vive con passione sfrenata il calcio. Questa volta è mancato l’ultimo passo, quello decisivo. La speranza è che alla prossima occasione, sia noi tifosi pisani a gioire.

 

Articolo di Carlo Palotti de “Il Tirreno”

Both comments and pings are currently closed.

Comments are closed.


Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.