Conosciamo Rachid Arma

Questa mattina il quotidiano “La Nazione” ha pubblicato una prima intervista, diciamo una presentazione, del neo bomber nerazzurro Arma.

La riportiamo cogliendo l’occasione per dare il benvenuto a Rachid e fare i complimenti alla società ed al direttore Lucchesi.

 

Adesso c’è anche l’ufficialità: Arma è un giocatore del Pisa. Ieri pomeriggio la firma sul contratto che lo legherà alla società nerazzurra per i prossimi due anni. Già oggi l’attaccante sarà in ritiro (dove arriverà anche Giovinco) a disposizione di Pagliari e già domani sera potrebbe essere in campo, anche se difficilmente dall’inizio. Trovato l’accordo su un ingaggio di circa 90mila euro.  Nell’accordo con il Carpi anche l’idea di un’amichevole con il club emiliano da disputare all’Arena entro la fine di agosto.

Rachid Arma, allora benvenuto.
«Sì, adesso lo si può dire davvero: per due anni sarò un giocatore del Pisa. Ho appena firmato il contratto e presto raggiungerò i miei nuovi compagni».

Potrebbe già essere in campo per la sfida di Coppa Italia con il Termoli?
«Sicuramente sarò a disposizione visto che il contratto è già stato depositato. Poi deciderà il mister».

A proposito, conosce Pagliari?
«Non personalmente, ma ho giocato spesso contro le sue squadre: fargli gol è sempre stato difficile».

Al Pisa, invece, in passato qualche gol gliel’ha segnato.
«Vero. Ne ho fatti tre, uno all’andata e doppietta al ritorno, due stagioni fa con la Spal. Ma il calcio è così:
spero che nessuno sia arrabbiato con me. Anche perchè io sono strafelice di venire».

Aveva ricevuto altre offerte oltre a quella del Pisa?
«Una importante da parte dell’Aquila. E poi interessamenti di tanti club di Lega Pro. Però, quando ho
saputo del Pisa, ho detto al mio procuratore di non ascoltare più altre sirene e di fare tutto il possibile per chiudere con i nerazzurri».

Mai nessun tentennamento?
«No, tanto che per quanto mi riguarda si sarebbe potuto chiudere anche prima. Pisa è una delle poche piazze della Lega Pro capace di farti sentire un calciatore vero. Il pubblico dell’Arena è semplicemente straordinario: era bello anche giocare a Pisa da avversario, o semplicemente vedere lo stadio da spettatore. Figurarsi averlo dalla propria parte».

Che cosa dice ai suoi nuovi tifosi?
«So che si aspettano molto dalla squadra e, in particolare, dal sottoscritto. Non mi piacciono le promesse e le frasi altisonanti, ma assicuro che ce la metterò tutta per accontentarli: il mio mestiere è quello di fare gol e cercherò di farne il più possibile».

La favola del «centravanti operaio» le piace o l’ha scocciata?
«Ne l’una, né l’altra cosa. Perchè per me, semplicemente, non è stata affatto una favola, bensì la mia quotidianità per quattro anni. Quando giocavo in serie D nella Sanbonifacese avevo un contratto part-time. La mattina andavo in fabbrica, producevamo elevatori elettrici, e il pomeriggio al campo per allenarmi».

E’ stata dura?
«Un po’ ma senza esagerare, anche perchè il pomeriggio, comunque, andavo a giocare a pallone (ride
ndr). Poi grazie al fatto di aver sgobbato per un po’ in azienda, ho imparato a dare valore al denaro e alla fatica di guadagnarselo. E ho capito la gran fortuna che ho avuto nell’ essere riuscito a trasformare la mia più grande passione, che è il calcio, in una bella professione».

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