Club valutato 4 milioni? Troppo

«Per me la cifra richiesta (3,5-4 milioni, ndr) dal presidente Battini per cedere il Pisa non è congrua, anche se non è semplice dare una valutazione di una squadra di calcio. A mio parere, Battini pagò troppo il Pisa a Camilli rispetto al suo reale valore». Queste la parole del commercialista Cesare Cava nel corso del «Nerazzurro» di 50 Canale, dove ha spiegato sia la situazione economica della società, sia l’evolversi delle trattative con Terravision e con la cordata rappresentata da Carpina.

Il passivo. «Terravision si era interessata al Pisa già ai tempi di Camilli che sarebbe stato disponibile a cedere la sua parte per 500-600 mila euro. Battini, però, volle esercitare il diritto di prelazione nonostante il mio parere contrario. Sicchè insieme ai 750 mila euro necessari per rimborsare il socio Camilli, si sobbarcò circa la metà delle passività 2 milioni e 889 mila euro con una spesa complessiva di circa 2 milioni. Da quel momento sono seguite spese rilevanti: passivo di 1 milione e 900 mila euro per la stagione 2011-12 e 1 milione e 69 mila euro per il 2012-2013. Tutte situazioni che Terravision non poteva conoscere e che hanno bloccato la trattativa, oggi defunta, anche se Petroni ha ribadito la sua disponibilità verso il Pisa. In questi tre anni, Battini ha rimesso circa 6 milioni».

Seconda cordata. «Il 4 gennaio – ha proseguito Cava – sono stato chiamato da Daniele Carpina per conto di alcuni imprenditori che avrebbero voluto chiudere l’acquisizione della società in pochi giorni. Mi limitai a invitarlo a chiamare Battini. Non conosco questo signore, ma credo che quel gruppo sia di fatto costituito da due parti di cui una uscita di scena».

Il valore. «L’Ascoli, che per certi versi si avvicina molto al Pisa, è stato valutato, tra settore giovanile e debito sportivi circa un milione e 600 mila euro, ma è in fondo alla classifica. Il Pisa è in una situazione diversa: il ritorno pubblicitario e di immagine, il valore della città e l’enorme seguito della tifoseria giustificano una richiesta ben più alta. Oggi, una squadra come il Pisa che lotta per la B e occupa una classifica importante ha un valore quantificabile attorno ai 3 milioni. In caso di promozione, la cifra lieviterebbe fino quasi a raddoppiare».

Il futuro. «In questo momento – ha concluso Cava – è in piedi un’altra trattativa che Battini sta gestendo a livello personale e della quale non sono a conoscenza. In ogni caso serve un imprenditore in grado di investire cifre importanti in un unico anno e non dilazionate nel tempo».

 

Articolo di Aldo Gaggini de “La Nazione”

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