Braccio di ferro sull’acqua: ispezione a sorpresa all’Arena

Altro argomento molto discusso nelle ultime settimane è quello dell’acqua all’Arena. Anche su questo argomento riportiamo un articolo pubblicato da David Bruschi de “La Nazione” questa mattina.

Due problemi su tutti rendono scottante il «dossier Arena». Il primo è quello relativo al braccio di ferro fra Pisa 1909 e Acque spa, il secondo riguarda il servizio di sorveglianza effettuato allo stadio nei giorni delle partite casalinghe della squadra nerazzurra. Entrambi vanno risolti entro breve tempo: l’ha chiesto il prefetto Tagliente minacciando – in caso contrario – la chiusura dell’Arena Garibaldi. E per rendere chiaro di voler fare le cose sul serio, dopo l’incontro istituzionale di ieri mattina, lo stesso prefetto è passato all’azione, predisponendo nel giro di poche ore un’ispezione all’impianto idrico dello stadio. E così, già nel pomeriggio di ieri alcuni tecnici si sono presentati all’Arena Garibaldi, accompagnati dal vicario del prefetto,Valerio Massimo Romeo. Obiettivo: verificare se esistono davvero – e quanto siano consistenti – le «perdite» lamentate dal presidente del Pisa, Carlo Battini, nell’ambito di un contenzioso ormai annoso con la ditta che gestisce la fornitura dI acqua nel Comune di Pisa. Un contenzioso che ha portato il club nerazzurro ad avere pendenze per vecchie bollette per una cifra che ormai raggiunge diverse decine di migliaia di euro. Ecco perché l’interesse a trovare una soluzione è prioritario: perché uno stadio diuna società professionistica non può continuare ad avere ben tre contatori su sei «piombati» dal gestore. Ma come dicevamo, questo non è l’unico problema. L’altro riguarda il servizio di sorveglianza svolto dagli steward all’interno dello stadio. Ebbene, il numero degli stessi steward è stato ridotto di qualche decina nel giro degli ultimi anni. Ed è questo uno dei motivi alla base delle lunghe file di spettatori che si creano al momento dell’ingresso allo stadio, soprattutto in curva nord. Da qui la richiesta, arrivata sempre dal prefetto, di rivedere al rialzo quel numero, per evitare il ripetersi di episodi spiacevoli in occasione delle prossime partite casalinghe del Pisa. «Questo è un momento delicato, in cui bisogna dare risposte celeri e concrete, per non disperdere quanto di buono è stato riconquistato in termini di affluenza allo stadio», commenta Andrea Bottone, referente della quota del Pisa 1909 di proprietà della tifoseria e ieri mattina invitato a presenziare alla riunione in prefettura. «Ritengo importante che il prefetto abbia perentoriamente invitato le parti interessate, ossia il Pisa e il Comune, ad una pronta soluzione, ponendo l’attenzione sui problemi incontrati dalla tifoseria, la cui tutela viene messa al centro della riflessione. La fungibilità dell’Arena è fondamentale: andare a giocare fuori determinerebbe un pregiudizio enorme».

 

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