Bottone propone a Battini un nuovo cda

Era il 2009 quando a Pisa i tifosi entrarono in società. Era il Pisa che stava risorgendo dalle ceneri del fallimento: un’avventura entusiasmante, un’operazione pienamente riuscita. Oggi, quattro anni dopo, la Lega Pro cita il Lecce come prima realtà calcistica ad ammettere i supporters all’interno dei propri organismi societari. Un clamoroso abbaglio. Un errore storico. «Evidentemente Ghirelli (direttore generale Lega Pro, ndr) è male informato», puntualizza Andrea Bottone, presidente del ‘Vecchio cuore nerazzurro», il comitato di tifosi (vi partecipano Curva nord, Coordinamento club di Pisa e provincia, Associazione Cento, Club femminile, Tifosi diversamente abili) titolare dell’uno per cento delle quote societarie.

Una precisazione che nasce da un moto d’orgoglio legittimo. E anche necessario. Perché è solo partendo dal proprio passato che è possibile capire quale sia il migliore futuro possibile. «Il Pisa 1909 venne fondato da me, assieme a Paolo Mancini e Federico Menichini per conto di un comitato reggente della tifoseria, nel luglio del 2009», ricorda oggi Andrea Bottone. «Come condiviso con il sindaco Filippeschi e con Cesare Cava, all’epoca si decise che una quota della società fosse destinata alla tifoseria». Una scelta dalla quale discesero alcuni passi importanti: il rappresentante dei tifosi ottenne un posto nel consiglio di amministrazione nerazzurro dal 23 luglio al 10 agosto 2009 e quindi venne rinominato dal 30 settembre di quell’anno al 15 novembre del 2011, giorno in cui il presidente Battini decise di
sciogliere il consiglio di amministrazione e divenne amministratore unico del club. «Da consigliere di amministrazione, e per conto del Comitato Vecchio Cuore Nerazzurro – racconta ancora Bottone – ho fatto passi importanti per ottenere l’affiliazione del nuovo Pisa alla Figc, la sua ammissione alla serie D, il ripescaggio in Prima divisione, la soluzione del problema che coinvolgeva i disabili allo stadio». Si diceva prima che il passato può aiutare a tracciare il futuro. E Bottone lo conferma: «Penso che oggi più che mai sia necessario avere una società forte che sia un punto di riferimento per la squadra e non viceversa, anche perché è chiaro a tutti che non non si può vivere solo sui risultati sportivi. Dunque, è necessario riprendere la progettazione e la programmazione».
Su Battini, dice l’avvocato Bottone: «Al presidente e alla sua famiglia va dato il merito di avere garantito la continuità sportiva e societaria e di avere costruito una squadra all’altezza delle aspettative
dei tifosi, ma adesso c’è bisogno di un aiuto, di una svolta». Da qui la proposta finale: «Anche ricordando la bella esperienza passata, penso che il presidente dovrebbe valutare se non sia il caso di ricostituire un consiglio di amministrazione o di creare un tavolo di lavoro, capace di supportare la società nell’affrontare in maniera corale le varie problematiche che si presentano di volta in volta».
Articolo de “La Nazione”
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